L'associazionismo è un tema antico che ritorna di tanto in tanto e che resta irrisolto. Un processo da tutti invocato che dal 1990 ha avuto un primo inquadramento normativo per poi infrangersi in una serie di disposizioni di dettaglio e di proroghe di termini a partire, nell'ultimo periodo, dal decreto legge 78/2010 fino alla legge Del Rio e all'ultima proroga. Il progetto riguarda principalmente i comuni con popolazione al di sotto dei 5.000 abitanti, ma ciò non toglie che filosoficamente non possa riguardare anche le realtà più grandi. L'orizzonte è da ritenersi, infatti, ben più vasto.
L'obiettivo sarebbe quello di superare la polverizzazione per introdurre nuove realtà istituzionali in grado di governare il territorio con dimensioni, risorse e strumenti adeguati e moderni (digitalizzazione) nella visione culturale di un'amministrazione non racchiusa in se stessa, in una logica burocratica e autoreferenziale, bensì proiettata all'esterno verso i cittadini, le imprese, il tessuto economico e sociale da servire e migliorare.

La storia
Negli anni il progetto Lirinia, ad esempio, vagheggiato, sponsorizzato e riproposto più volte, sembra essere scomparso; ciclicamente, come un rendez vous, si parla della città intercomunale di Frosinone, ma che mai, a parte enunciati e buone intenzioni, è approdata a un qualcosa di concreto. Un'idea, questa della città intercomunale, risalente agli anni Venti del secolo scorso. Si chiamava la "grande Frosinone". Un progetto di revisione amministrativa delle circoscrizioni comunali, che doveva portare il neonato capoluogo della provincia ciociara ad annettere alcuni comuni vicini, in parte recuperando il proprio territorio, che era stato ridotto a partire dall'epoca delle lotte dei Volsci contro i Romani. Siamo a cavallo tra il 1926 e il 1927. Il 6 dicembre 1926 il capo del Governo, Benito Mussolini, comunica al podestà Antonio Turriziani l'elevazione di Frosinone al rango di capoluogo di provincia. Il 2 gennaio 1927 il regio decreto numero 1 dà atto della riorganizzazione delle circoscrizioni amministrative con la creazione della provincia di Frosinone. A questo punto si pone, però, un problema: Frosinone, il capoluogo, ha una superficie comunale poco estesa per il suo blasone e così l'amministrazione comunale dell'epoca decide di beneficiare di quanto disposto dal successivo regio decreto 17 marzo 1927, numero 383, che, derogando dalla legge comunale e provinciale, conferiva al Governo la facoltà di avviare, entro il biennio successivo, una revisione generale delle circoscrizioni comunali per disporne l'ampliamento, la riunione o comunque la modificazione. Si decide, pertanto, di allargare il territorio di Frosinone con "l'annessione" per intero dei comuni di Torrice, Arnara, Ceccano e Patrica e delle zone del territorio dei comuni di Ferentino fino alla Roana inclusa, di Alatri fino a Tecchiena inclusa, e di Veroli fino a Castelmassimo inclusa. Si apre un ampio dibattito. Per raggiungere lo scopo la Consulta Municipale, presieduta dal podestà Antonio Turriziani, bramando una "grande" Frosinone, per rafforzare il ruolo che la storia da sempre ha assegnato alla città e per ragioni anche di natura fiscale ed economica, rivolge una specifica istanza al Governo Nazionale, così come si apprende dalla deliberazione podestarile del 2 luglio 1928 numero 268 rubricata come "Richiesta di ampliamento del territorio comunale". «Considerato: che la circoscrizione territoriale della Città di Frosinone – si legge nell'atto – ha un comprensorio agrario di ettari 4.430 e mq 7.060 e territoriale di ettari 4.612, sul quale vive una popolazione che da 13.380 abitanti secondo l'ultimo censimento, è salita al 30 gennaio 1928 a 15.006; (...) che all'uopo la popolazione di Frosinone disciplinatamente si è assoggettata alla massima pressione fiscale, sopportando il secondo limite massimo delle sovraimposte (...) ma con ciò il gettito non è adeguato a provvedere i mezzi per l'ingrandimento della Città (...); che il progetto oltre all'aggregazione di interi Comuni, contiene l'incorporamento di zone di territorio dei limitrofi Comuni di Ferentino, Alatri e Veroli, che quindi per l'incorporamento di zone dei territori di Alatri, di Ferentino e di Veroli e dei Comuni interi di Torrice, Arnara, Ceccano e Patrica, la circoscrizione agraria di Frosinone, compresa Frosinone, verrà a risultare di ettari 19148, are 66 e centiare 11, e quella del territorio di ettari 19.954, are 27 e centiare 21, con una popolazione di abitanti 40.842 (...). Sentita la Consulta Municipale (...) delibera di fare voti al Governo Nazionale (...) voglia aggregare a Frosinone i Comuni di Torrice, Arnara, Patrica e Ceccano, nonché le zone dei territori dei Comuni di Ferentino, Alatri e Veroli».

Il progetto rimase solo un nobile intento, cui non si diede seguito, soprattutto per le resistenze localistiche. Una lezione della storia che ribadisce come il campanile sia duro a morire. Quel campanile che ha svuotato la recente legge Delrio del 2014 e che ha fatto naufragare tutti i progetti di città intercomunale. Recentemente Unindustria Frosinone ha lanciato il progetto della città intercomunale dei servizi. Se son rose fioriranno.