Incidenti a catena, rotatorie e imprudenza: micidiale mix che attenta alla sicurezza ed alla salute. Due i sinistri tra domenica sera e ieri mattina. Nella tarda serata di domenica il frontale tra due potenti berline (Audi contro Bmw) al bivio per San Bartolomeo, sulla via Casilina, ha evidenziato ancora una volta la pericolosità di quel punto, che in attesa della rotatoria potrebbe essere migliorato di molto allargando la strada per non più di 50 metri in direzione nord. Intervento affatto complicato e piuttosto economico, ma soprattutto necessario e non più procrastinabile. Anche per quell'incrocio, dove iniziano i 10 chilometri anagnini di Casilina, mettere adeguatamente in risalto il limite di 30/km orari e punire severamente chi non lo rispetta, è assolutamente auspicabile.

La causa dell'incidente l'alta velocità senza feriti gravi, ma il sinistro avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.
Il fattore velocità, che influisce sulla gran parte degli incidenti, ha fatto la sua parte anche nell'episodio verificatosi ieri mattina lungo via Muraglione. Una vettura, dopo l'urto frontale con un pesante automezzo adibito al trasporto di pietrisco, si è ribaltata finendo sul prato a lato strada. Sono intervenuti immediatamente i ragazzi di Ares 118, che hanno tirato fuori il conducente dal mezzo poco prima che arrivassero i vigili del fuoco. Sul posto i carabinieri del Comando Stazione anagnino, ai quali davano supporto per la viabilità gli agenti della Polizia Locale.

Il territorio anagnino necessita di interventi urgenti: sistemazione della pavimentazione stradale e soprattutto realizzazione di rotatorie. Quella in cima alla lista, da realizzare al quadrivio della Via Casilina con la Morolense (bivio ex Winchester), sarebbe a buon punto ma una serie di circostanze sconcertanti fanno dubitare sulle reali intenzioni delle istituzioni: a che serviva incaricare una facoltà universitaria dello studio sulla pericolosità stradale? Incarico piuttosto costoso, affidato prima della giunta Natalia. La città sembra non voler rinunciare al titolo di "città delle stranezze".