Atina chiede lo stato di calamità per tutto il territorio comunale. La richiesta è stata inoltrata agli enti di competenza dopo gli eventi calamitosi che hanno flagellato il territorio nelle giornate del 28 e 29 ottobre scorsi.

Nella richiesta formale dello stato di calamità, la giunta comunale ha evidenziato il livello dei danni provocati dalle forti piogge e dal vento che per due giorni hanno sferzato il centro urbano, le periferie e la campagna atinate: strade allagate; fiumi, torrenti e fossi esondati; smottamenti e frane; campagne inondate come pure i piani bassi di alcune abitazioni che sorgono vicino ai corsi d'acqua o a falde acquifere.

Nella delibera di giunta si ricorda la richiesta d'aiuto inoltrata dall'amministrazione di Atina verso le associazioni di protezione civile locali e non: nelle ore più critiche nelle varie zone del territorio erano impegnate squadre di protezione civile e soccorso alpino giunte da Roma, Gaeta, Piedimonte San Germano. In quei giorni sono state precettate le ditte locali fornitrici di materiale inerte, ferramenta e carburante nonché le ditte munite di mezzi meccanici e d'opera; notevole l'aiuto fornito dalla squadra di soccorso di Gaeta che è giunta ad Atina con un mezzo capace di riempire di sabbia i sacchi. «Noi abbiamo fornito la sabbia e l'attrezzatura ha fatto il resto», dice Quirino Di Paolo, consigliere con delega alla protezione civile.

Da Palazzo Ducale lanciano un appello ai cittadini che hanno subìto danni all'agricoltura (produzioni agricole, strutture agricole, scorte vive, scorte morte) a far pervenire in Comune entro domani, sabato 3 novembre, il modulo (scaricabile dal sito dell'ente) compilato e accompagnato da un documento di riconoscimento. Intanto, dopo l'allarme arancione scattato mercoledì sera per le piogge previste per ieri e oggi, il tavolo tecnico si è riunito in municipio con protezione civile, carabinieri, soccorso alpino e operai del Comune.