Assalito un gregge a Faito-San Bartolomeo e sgozzati degli agnelli; i pastori non hanno dubbi "si è trattato di un lupo!".
Le notizie che riferiscono di sbranamenti di ovini ad opera di lupi sono ormai all'ordine del giorno, ed in molti casi accertamenti ed indagini accurate ridimensionano l'accaduto, addebitando a torme di cani inselvatichiti l'uccisione delle povere bestie. Sul territorio anagnino si trovano dei lupi, è stato accertato più volte; non più di due anni fa, la Guardia Forestale catturò un maturo esemplare addirittura nei pressi di abitazioni, a due passi dalla via Casilina (Icona Sant'Isidoro).
Per non parlare delle aggressioni alle greggi in zona, guarda caso, Fosso del Lupo e Macchia di Anagni (Simmel ex Winchester). Nei pressi della ex discarica Radicina, un giovane pastore sfuggì a stento alle fauci di un lupo, materializzatosi fra l'erba del pascolo.

L'episodio di ieri, che ha avuto come vittime degli agnelli, secondo il parere di esperti può essere addebitato ad un lupo, a giudicare sia dai "segni di predazione" che dalle orme lasciate sul terreno fangoso. La pastorizia è una pratica molto seguita, un'attività che ha preso piede estendendosi nella nostra zona e facendo proseliti. La presenza massiccia di possibili prede, deve aver risvegliato nei predatori il desiderio di calare da monti e colline, nonostante la proliferazione dei cinghiali che, come noto, sono una preda meno accessibile. I cinghiali, infatti, ormai a migliaia da Canterno a Sgurgola passando per i boschi di Fiuggi, si difendono con ferocia, ed i lupi osano attaccarli solamente se in branco: li circondano cercando di azzannarli alla parte caudale, anche per eliminare gli effetti di una ghiandola che ha pessima influenza sulle carni.
Secondo la Guardia Forestale "la popolazione dei lupi è aumentata di pari passo con quella dei cinghiali" e conferma le teorie appena espresse. Intanto tra i pastori tra Faito e San Bartolomeo sale la preoccupazione.