E' il momento della conta dei danni dopo il drammatico pomeriggio vissuto ieri a Terracina. La popolazione è stata letteralmente messa in ginocchio dalla furia del vento. Un tornado, che ha attraversato il centro e la zona alta, trascinando via tutto quello che ha trovato sul proprio cammino. E nel frattempo continua incessante il lavoro di Vigili del Fuoco Protezione Civile, oltre agli operatori della ditta di nettezza urbana di Terracina in azione per liberare la strada e dare assistenza ai cittadini. Il viale della Vittoria è blindato ed è vietato passare, se non accompagnati dagli operatori dei volontari della protezione civile. Un camion dei vigili del fuoco sta raccogliendo tutte le segnalazioni che provengono da cittadini per fare una scaletta della priorità. Sul posto sono arrivati anche il sindaco Nicola Procaccini è Il deputato Francesco Zicchieri con il Sottosegretario Claudio Durigon. Tutti insieme stanno guardando e toccando con mano i danni causati in questa parte della città. Sicuramente la più colpita e dove si è registrato anche il drammatico incidente che ha portato alla morte di Nunzio Cervoni.

Viglili del fuoco e volontari della protezione civile hanno lavorato tutta la notte a Terracina, per liberare le strade devastate dal tornado che ieri pomeriggio si è abbattuto sulla città, causando una vittima e almeno 10 feriti. Con le motoseghe sono stati tagliati a pezzi i grossi tronchi dei tanti alberi caduti, rimosse dalla strada le prime automobili, cercando di dare una parvenza di accessibilità e consentire così alle persone di uscire di casa in sicurezza. La conta dei danni è tutta da fare. Ci sono decine di edifici da controllare, alcuni dei quali completamente distrutti. In alcuni casi il tornado è entrato nelle case devastandole. In altri ho staccato cornicioni abbattuto pareti. Molte le famiglie che sono state ospitate in alcuni alberghi, decine di case sono state evacuate nella zona di San Domenico che è la parte alta della città. Saranno da controllare le scuole tutti gli edifici comunali che oggi resteranno chiusi. Ma anche i monumenti il palazzo della bonificazione Pontina che ospita il museo Da quale sono precipitati interi pezzi di tetto. Vigili del fuoco, le tante realtà associative volontarie tra cui la Protezione Civile comunale di Falchi Pronto intervento, il Centro operativo Circe non si sono risparmiati. Grande il lavoro del 118. La polizia locale ha gestito la viabilità e la sicurezza pubblica insieme alla polizia stradale e ai carabinieri. La città è piegata e piange un suo concittadino, il 57enne Nunzio Cervoni, ed è in apprensione anche per la persona che era con lui, ferita ma che non è in pericolo di vita.

di: Diego Roma

In un attimo l'apocalisse. Una tromba d'aria ha devastato Terracina. Palazzi sventrati, auto distrutte e pini crollati. Il bilancio è tragico: un uomo, Nunzio Cervoni, cinquantasette anni, è morto sul colpo. Diversi alberi hanno colpito le auto parcheggiate e soprattutto quelle in transito. Tra queste, su viale della Vittoria, anche la Smart su cui si trovavano Nunzio Cervoni e un suo amico. Impossibile evitare l'impatto. Un pino ha distrutto la macchina. Il primo non ce l'ha fatta: è morto sul colpo. Il secondo, invece, è rimasto seriamente ferito ed è stato trasportato in ospedale. Nunzio forse non ha avuto nemmeno il tempo di capire cosa stesse accadendo. Questo, almeno, hanno sperato tutti i suoi concittadini quando si sono resi conto che, tra le numerose auto schiacciate sotto gli enormi tronchi dei pini, c'era anche la sua Smart.

«Un burbero buono», ha commentato qualcuno sui social network nel giorno del tam tam più esasperato e più convulso.
«Una persona sempre disponibile – è stato un altro contributo – che non si tirava mai indietro se veniva chiamato per qualche lavoretto in casa». In tanti conoscevano Nunzio e il suo amore per il mare. Quel mare da dove è arrivato il "mostro" che ha causato la sua morte e che ha distrutto la sua città. Quel mare che, con i suoi tesori, gli aveva dato da vivere lavorando nelle attività del settore e, negli ultimi tempi, vendendo in proprio soprattutto telline e vongole. E in tanti hanno anche ricordato la sua grande passione per il ciclismo. Nunzio Cervoni era molto noto anche a Frosinone dove per anni, in viale America Latina, aveva gestito la pescheria "Terracina".

di: La Redazione

Quasi tre ore di lavoro, poi la terribile conferma. L'attesa, la speranza di avere un'ultima, improbabile quanto folle possibilità: trovare entrambi, o almeno uno degli occupanti della Smart schiacciata dal pino, ancora vivi. E invece, sotto quella pioggia battente, col cuore in gola e gli occhi pieni di lacrime, i soccorritori non hanno potuto far altro che estrarre quei corpi ormai senza vita dall'abitacolo, ridotto a una scatola di sardine. Sono morti sul colpo Rudj Colantonio di 32 anni e Antonio Russo di 38 (originario di Aversa), due amici che condividevano anche il lavoro. Entrambi residenti ad Arce, stavano forse tornando a casa quando il pino di grosse dimensioni si è abbattuto - intorno alle 14.40 - sulla Casilina, in territorio di Castrocielo, in quel tratto di strada già teatro di altri terribili incidenti.

Quel clacson terribile
Un rumore stridente, poi solo quello prolungato e inquietante del clacson ad annunciare la tragedia. «Ho sentito il rumore, la pianta cadere e il clacson che suonava ininterrottamente», ha raccontato pochi minuti dopo il violento incidente Federica, residente a pochi metri dal punto esatto in cui è avvenuto lo schianto.
Terrorizzati gli automobilisti che in quel momento si trovavano sulla stessa strada e tutti gli occupanti di un pullman di linea.

Sotto la pioggia battente i vigili del fuoco, gli operatori del 118 e i carabinieri della Compagnia di Pontecorvo - guidati dal capitano Tamara Nicolai e dal tenente Vittorio Tommaso De Lisa - hanno lavorato senza sosta sperando fino alla fine di poter salvare quelle vite intrappolate tra le lamiere. Tutto inutile. I corpi sono stati trasferiti all'obitorio del Santa Scolastica di Cassino, a disposizione dell'autorità giudiziaria.

«Siamo tutti addolorati. La nostra comunità piange la scomparsa dei nostri giovani che hanno perso la vita in un modo orribile. Rudj - ricorda il sindaco di Arce, Roberto Simonelli - lo abbiamo visto crescere: suo padre, prima vicesindaco, poi consigliere e ora all'opposizione, è uno dei nostri concittadini più attivi. Non ci sono parole adeguate. L'Amministrazione è vicina alle famiglie colpite da tanto dolore». In lutto anche le comunità di Aversa, paese d'origine di Antonio, e quella di Colfelice: la famiglia di Rudj è infatti molto nota per l'attività di ristorazione che si trova tra Colfelice e Arce. La stessa a cui spesso anche Rudj (promoter finanziario) dava una mano.

La rabbia della Notte degli Angeli
«È impressionante: dal 2013 ad oggi nulla è cambiato: le piante sono ancora lì senza alcuna protezione». L'associazione "La Notte degli Angeli" onlus di Piedimonte, in prima linea per la sicurezza, ha tuonato: «Pochi giorni fa abbiamo sollevato ancora una volta il problema sulla mancata sicurezza lungo la Casilina, puntando il dito su platani e pini - ha dichiarato il presidente, Claudia Quinto - Nel 2013 avevamo organizzato, proprio per questo, una maratona a cui aderirono i comuni di Castrocielo, Aquino, Piedimonte e Villa S. Lucia con l'obiettivo di sensibilizzare gli enti preposti a intervenire urgentemente con lavori di messa in sicurezza su quel tratto di strada già teatro in 41 anni di 96 vittime.

E, inoltre, avevamo chiesto a tecnici specializzati di controllare la stabilità degli alti fusti presenti. Oggi siamo ancora a dover contare due giovani vite spezzate. Di chi è la responsabilità? Vergogna! Dobbiamo dire basta! E indignarci davanti all'immobilismo delle istituzioni. Un abbraccio va alle famiglie - ha aggiunto Claudia Quinto - per l'immensa perdita. Torneremo sulla Casilina, è una promessa!».

di: Carmela Di Domenico - Antonio Renzi