In un attimo l'apocalisse. Una tromba d'aria ha devastato Terracina. Palazzi sventrati, auto distrutte e pini crollati. Il bilancio è tragico: un uomo, Nunzio Cervoni, cinquantasette anni, è morto sul colpo. Diversi alberi hanno colpito le auto parcheggiate e soprattutto quelle in transito. Tra queste, su viale della Vittoria, anche la Smart su cui si trovavano Nunzio Cervoni e un suo amico. Impossibile evitare l'impatto. Un pino ha distrutto la macchina. Il primo non ce l'ha fatta: è morto sul colpo. Il secondo, invece, è rimasto seriamente ferito ed è stato trasportato in ospedale. Nunzio forse non ha avuto nemmeno il tempo di capire cosa stesse accadendo. Questo, almeno, hanno sperato tutti i suoi concittadini quando si sono resi conto che, tra le numerose auto schiacciate sotto gli enormi tronchi dei pini, c'era anche la sua Smart.

«Un burbero buono», ha commentato qualcuno sui social network nel giorno del tam tam più esasperato e più convulso.
«Una persona sempre disponibile – è stato un altro contributo – che non si tirava mai indietro se veniva chiamato per qualche lavoretto in casa». In tanti conoscevano Nunzio e il suo amore per il mare. Quel mare da dove è arrivato il "mostro" che ha causato la sua morte e che ha distrutto la sua città. Quel mare che, con i suoi tesori, gli aveva dato da vivere lavorando nelle attività del settore e, negli ultimi tempi, vendendo in proprio soprattutto telline e vongole. E in tanti hanno anche ricordato la sua grande passione per il ciclismo. Nunzio Cervoni era molto noto anche a Frosinone dove per anni, in viale America Latina, aveva gestito la pescheria "Terracina".

Quasi tre ore di lavoro, poi la terribile conferma. L'attesa, la speranza di avere un'ultima, improbabile quanto folle possibilità: trovare entrambi, o almeno uno degli occupanti della Smart schiacciata dal pino, ancora vivi. E invece, sotto quella pioggia battente, col cuore in gola e gli occhi pieni di lacrime, i soccorritori non hanno potuto far altro che estrarre quei corpi ormai senza vita dall'abitacolo, ridotto a una scatola di sardine. Sono morti sul colpo Rudj Colantonio di 32 anni e Antonio Russo di 38 (originario di Aversa), due amici che condividevano anche il lavoro. Entrambi residenti ad Arce, stavano forse tornando a casa quando il pino di grosse dimensioni si è abbattuto - intorno alle 14.40 - sulla Casilina, in territorio di Castrocielo, in quel tratto di strada già teatro di altri terribili incidenti.

Quel clacson terribile
Un rumore stridente, poi solo quello prolungato e inquietante del clacson ad annunciare la tragedia. «Ho sentito il rumore, la pianta cadere e il clacson che suonava ininterrottamente», ha raccontato pochi minuti dopo il violento incidente Federica, residente a pochi metri dal punto esatto in cui è avvenuto lo schianto.
Terrorizzati gli automobilisti che in quel momento si trovavano sulla stessa strada e tutti gli occupanti di un pullman di linea.

Sotto la pioggia battente i vigili del fuoco, gli operatori del 118 e i carabinieri della Compagnia di Pontecorvo - guidati dal capitano Tamara Nicolai e dal tenente Vittorio Tommaso De Lisa - hanno lavorato senza sosta sperando fino alla fine di poter salvare quelle vite intrappolate tra le lamiere. Tutto inutile. I corpi sono stati trasferiti all'obitorio del Santa Scolastica di Cassino, a disposizione dell'autorità giudiziaria.

«Siamo tutti addolorati. La nostra comunità piange la scomparsa dei nostri giovani che hanno perso la vita in un modo orribile. Rudj - ricorda il sindaco di Arce, Roberto Simonelli - lo abbiamo visto crescere: suo padre, prima vicesindaco, poi consigliere e ora all'opposizione, è uno dei nostri concittadini più attivi. Non ci sono parole adeguate. L'Amministrazione è vicina alle famiglie colpite da tanto dolore». In lutto anche le comunità di Aversa, paese d'origine di Antonio, e quella di Colfelice: la famiglia di Rudj è infatti molto nota per l'attività di ristorazione che si trova tra Colfelice e Arce. La stessa a cui spesso anche Rudj (promoter finanziario) dava una mano.

La rabbia della Notte degli Angeli
«È impressionante: dal 2013 ad oggi nulla è cambiato: le piante sono ancora lì senza alcuna protezione». L'associazione "La Notte degli Angeli" onlus di Piedimonte, in prima linea per la sicurezza, ha tuonato: «Pochi giorni fa abbiamo sollevato ancora una volta il problema sulla mancata sicurezza lungo la Casilina, puntando il dito su platani e pini - ha dichiarato il presidente, Claudia Quinto - Nel 2013 avevamo organizzato, proprio per questo, una maratona a cui aderirono i comuni di Castrocielo, Aquino, Piedimonte e Villa S. Lucia con l'obiettivo di sensibilizzare gli enti preposti a intervenire urgentemente con lavori di messa in sicurezza su quel tratto di strada già teatro in 41 anni di 96 vittime.

E, inoltre, avevamo chiesto a tecnici specializzati di controllare la stabilità degli alti fusti presenti. Oggi siamo ancora a dover contare due giovani vite spezzate. Di chi è la responsabilità? Vergogna! Dobbiamo dire basta! E indignarci davanti all'immobilismo delle istituzioni. Un abbraccio va alle famiglie - ha aggiunto Claudia Quinto - per l'immensa perdita. Torneremo sulla Casilina, è una promessa!».

di: Carmela Di Domenico - Antonio Renzi