Hanno aspettato quella casa per anni. Hanno protestato per i ritardi, minacciando occupazioni, si sono disperati quando il traguardo sembrava una chimera, hanno esultato alla consegna delle chiavi. Ma ora potrebbe arrivare la doccia gelata. Per l'assegnazione delle case popolari nel quartiere Civette di Alatri ci sono 19 indagati. 19 su 37 assegnatari.

L'inchiesta aperta dalla procura di Frosinone e affidata alla Guardia di finanza al momento è condotta per un'ipotesi di reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.
In pratica il sospetto degli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Vittorio Misiti, che hanno ottenuto una proroga a indagare fino all'8 marzo del 2019, è che qualcuno dei beneficiari degli appartamenti popolari non ne avesse diritto o che abbia presentato della falsa documentazione per scalare la graduatoria.

I reati in questione, in base a quanto prospettato finora, si sarebbero consumati lo scorso febbraio. In questi altri sei mesi di indagine, dunque, la procura conta di ottenere ulteriori elementi a sostegno dell'ipotesi d'accusa. Ma è chiaro che l'indagine preoccupa gli assegnatari che hanno ricevuto l'avviso di proroga delle indagini preliminari e che si sono rivolti, tra gli altri, agli avvocati Angelo Testa e Francesca Gatta. Le case di via Sardegna, dopo esser state ultimate, per mesi sono rimaste chiuse. Il che scatenò, nel 2015 e nel 2016, una furiosa polemica da parte dell'opposizione con Noi con Salvini ad attaccare la maggioranza. Venne minacciata perfino l'occupazione.

In Comune esiste una commissione tecnica che valuta le istanze, redige la graduatoria ogni sei mesi e compie eventuali verifiche dei requisiti in capo ai futuri assegnatari di alloggio popolare.
È infatti il Comune competente ad assegnare in locazione le unità immobiliari, di proprietà dell'Ater, di edilizia pubblica.