«Spero che il processo possa non solo finalmente permettere di arrivare alla verità e a stabilire chi sia stato l'assassino di Serena, ma anche i possibili complici». Parole nette quelle dell'avvocato Antonio La Scala l'altra sera a "Chi l'ha visto?", la trasmissione in cui Federica Sciarelli ha affrontato finalmente in modo congiunto il caso di Serena Mollicone e quello di Santino Tuzi. È Santino per primo a raccontare che il giorno della scomparsa della studentessa di Arce Serena era in caserma. Due giorni dopo, prima del confronto in procura, Santino verrà trovato senza vita con un colpo sparato dall'arma di ordinanza. A quel suicidio, però, né la figlia né papà Guglielmo hanno mai creduto. «Perché convocarlo non subito oppure perché non metterlo sotto scorta?», chiede papà Guglielmo in studio. Come la figlia Maria, anche papà Guglielmo non crede al suicidio del brigadiere. Il primo (poi interverranno gli accertamenti della Cattaneo e le verifiche del Ris) a indicare la presenza della studentessa all'interno della caserma di Arce.

E anche mercoledì sera sono emerse, ancora una volta, luci e ombre di storie indissolubilmente legate tra loro, tra depistaggi e una valanga di non-detto. Dall'utenza telefonica da intercettare che qualcuno volutamente scrive in modo sbagliato subito dopo la morte di Serena così da rallentare le indagini, al ritrovamento di droga in casa Mollicone, per non parlare del cellulare scomparso e poi riapparso. E ancora la storia di Carmine Belli, per diciassette mesi accusato di omicidio e poi assolto con formula piena: appena tornato libero, Carmine troverà un carabiniere ad aspettarlo che gli chiede scusa e gli dice di essere felice della sua scarcerazione. Quel carabiniere è Santino Tuzi. Come ribadito dalla conduttrice Federica Sciarelli, la verità è più vicina di quanto si possa pensare e non si esclude che già nella prossima settimana possano esserci eclatanti novità.