Un terzo uomo è stato arrestato nell'ambito delle indagini della polizia sulla morte di Desiree Mariottini, la 16enne di Cisterna morta la notte tra giovedì e venerdì scorsi nel casolare abbandonato di via dei Lucani. Le indagini sono state svolte dalla Squadra mobile in stretta sinergia con gli agenti del commissariato San Lorenzo. Si tratta di un nigeriano: Chima Alinno, di 46 anni.

Il capo della squadra mobile Luigi Silipo ha poi aggiunto, relativamente ai due fermati Mamadou Gara e Biran Minteh: "Il provvedimento di fermo si basa su gravi indizi di reità e dovrà essere sottoposto a convalida del gip. Le indagini continuano". 

Come riporta l'agenzia Ansa, la madre di Desiree, Barbara Mariottini, ha detto commentando la notizia dei fermi: "Ora voglio giustizia per Desiree, voglio che questa tragedia non accada ad altre ragazze"

Entrambi i senegalesi fermati sono ritenuti responsabili, in concorso con altre persone in via di identificazione, tra cui, appunto, il nigeriano da poco arrestato, di violenza sessuale di gruppo, cessione di stupefacenti e omicidio volontario. Secondo le prime indagini, la ragazza sarebbe stata drogata e poi violentata quando era già incosciente. Secondo le prime indiscrezioni che emergono dall'autopsia eseguita dal dottor Dino Mario Tancredi il decesso è probabilmente avvenuto con il soffocamento della ragazzina.

Sono stati fermati dalla polizia due senegalesi irregolari in Italia, ritenuti responsabili della morte di Desiree Mariottini, la 16enne di Cisterna trovata morta a Roma lo scorso fine settimana. Si tratta di, Mamadou Gara di 26 anni e Brian Minteh di 43. Entrambi sono ritenuti responsabili, in concorso con altre persone in via di identificazione, di violenza sessuale di gruppo, cessione di stupefacenti e omicidio volontario.

Secondo le indagini, la ragazza sarebbe stata drogata e poi violentata quando era già incosciente. La squadra mobile di Roma sta proseguendo le indagini e cerca almeno altre due persone che sarebbero coinvolte, a vario titolo, nella tragica vicenda. 

La nota della Questura di Roma:
La Polizia di Stato di Roma ha eseguito il decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica nei confronti di un 27enne e di un 43enne entrambi senegalesi, irregolari sul territorio italiano, ritenuti responsabili, in concorso con altri soggetti in via di identificazione, di violenza sessuale di gruppo, cessione di stupefacenti, omicidio volontario, commessi nei confronti della giovane Desiree.

Il fermo è stato disposto a seguito delle attività investigative incessantemente svolte dai poliziotti della squadra mobile di Roma e dal commissariato San Lorenzo, coordinate dai Magistrati del Gruppo Violenze della Procura della Repubblica di Roma che hanno permesso di accertare che i fermati, in concorso con altri soggetti in via di identificazione, nel pomeriggio del 18 ottobre hanno somministrato sostanze stupefacenti alla minore in modo da ridurla in stato di incoscienza e ne hanno abusato sessualmente, così cagionandone la morte avvenuta nella notte del 19 ottobre.

di: La Redazione

Sono stati fermati dalla polizia due senegalesi irregolari in Italia, ritenuti responsabili della morte di Desiree Mariottini, la 16enne di Cisterna trovata morta a Roma lo scorso fine settimana. Si tratta di, Mamadou Gara di 26 anni e Brian Minteh di 43. Entrambi sono ritenuti responsabili, in concorso con altre persone in via di identificazione, di violenza sessuale di gruppo, cessione di stupefacenti e omicidio volontario. Secondo gli inquirenti la ragazza sarebbe stata drogata e poi violentata quando era già incosciente

di: La Redazione

Un'intera Nazione è rimasta sconvolta dalla tragedia di Desiree Mariottini, la 16enne di Cisterna di Latina trovata morta a Roma in uno stabile abbandonato a San Lorenzo. Poco fa il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, è arrivato in Prefettura a Roma, dove è in corso il Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza. Questa mattina il titolare del Viminale aveva annunciato di voler essere presente al Comitato, prima di andare a San Lorenzo, dove è stata trovata morta la 16enne. Presenti in Prefettura il sindaco di Roma, Virginia Raggi e il Procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone.

Mentre il ministro Salvini prosegue il suo sopralluogo nella Capitale, proprio a margine della tragedia, il sindaco Raggi afferma: ''Non c'è solo San Lorenzo come quartiere difficile. Abbiamo quartieri più periferici come San Basilio, Tor Bella Monaca e Corviale, o anche meno periferici come Centocelle in cui è necessario che l'azione dello Stato sia più incisiva. Servono più forze dell'ordine, accompagnerò io stessa il ministro a conoscere Roma in modo che si possa passare finalmente dalle parole ai fatti''.

Lo sgomento e l'indignazione per quanto accaduto viaggia anche tra i social. Tantissimi i messaggi dei cittadini di tutta Italia per la giovane uccisa. I commenti sulla vicenda arrivano anche dal mondo della politica. "Cara Desiree, sei finita in una tana di esseri disumani e non riesco neanche ad immaginare il dolore che stanno provando i tuoi familiari. Spero che chi ti ha fatto così tanto male la paghi cara e venga punito come merita" scrive l'ex presidente della Camera, Laura Boldrini. Rilancia il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni: "Desiree, 16 anni. Sarebbe stata drogata, violentata da un branco di pusher africani e uccisa in un edificio occupato nel centro di Roma. Un'altra Pamela Mastropietro, a pochi mesi di distanza. Un pensiero a lei e ai suoi familiari in questo terribile momento. Dov'e' lo Stato?

Perché in Italia ci sono ancora tutte queste zone franche dove regna l'illegalità? Dov'è il sindaco Raggi, che tollera che intere zone di Roma siano trasformate in territorio di spaccio, occupazioni abusive e delinquenza? Basta con questo lassismo! Il ministro Salvini a San Lorenzo si porti direttamente i blindati e la ruspa per sgomberare quello schifo".

di: La Redazione

Interviene anche il ministro dell'Interno e vice Premier Matteo Salvini sul caso di Desiree, la 16enne trovata morta alcuni giorni fa probabilmente uccisa dallo shaboo, la "droga degli stupri", dopo essere stata violentata forse da più persone. Il mezzo utilizzato è il social network Twitter: "Oggi voglio andare in San Lorenzo a Roma, non può essere un ricettacolo di spacciatori, e una ragazza non può morire stuprata nel cuore di Roma". 

Ieri mattina davanti a quel sito dismesso che doveva essere riqualificato da anni c'erano il padre e la madre della giovane Desiree. Il padre ha ottenuto il permesso di lasciare gli arresti domiciliari per recarsi a Roma a vedere il corpo della 16enne trovata morta a San Lorenzo. Arresti domiciliari disposti dopo una denuncia di stalking da parte della donna - da cui è separato da anni - e dalla stessa figlia che ad agosto aveva sporto una denuncia per aver ricevuto qualche sberla.

Desiree ad agosto si era nuovamente allontanata da casa e la madre aveva chiesto aiuto al padre che però aveva un ordine di non avvicinarla. Lui, incurante del rischio di una nuova denuncia, l'ha cercata, l'ha trovata, l'ha riportata a casa. Lei lo ha denunciato e l'autorità giudiziaria ha imposto i domiciliari. Qualche ora prima della tragedia quello stesso padre era di fronte ad un giudice per chiedere la revoca della misura - con il parere concorde anche della madre di Desiree - che però il giudice non si è sentito di annullare.

di: La Redazione