In relazione alla possibilità di vendita libera di derivati della canapa indiana cosiddetti "light", Fratelli d'Italia ha chiesto fin dallo scorso giugno di colmare il vuoto normativo con l'introduzione di un esplicito divieto di importazione e commercializzazione della canapa leggera a fini ricreativi. «Siamo decisamente contrari alla commercializzazione, a qualunque titolo, della cannabis "leggera". Sotto il profilo sanitario, l'Istituto superiore della sanità ha certificato la nocività di queste sostanze già da parecchi mesi; sul piano culturale, l'autorizzazione di queste moderne fumerie è un chiaro e scandaloso avallo all'uso dei cannabinoidi che peraltro già dilaga tra giovani e giovanissimi - ha dichiarato Angela Abbatecola di FdI. Deve essere chiaro che la cannabis "leggera" può avere comunque effetti psicotropi (creati dal possibile accumulo di principio attivo, il thc, nel cervello), e fumata è in ogni caso dannosa per la salute.

Promuovere e tutelare la qualità della vita, soprattutto nelle giovani generazioni, è e sarà sempre una delle nostre priorità: non si può pensare di mandare un segnale così grave ai nostri ragazzi, per i quali invece non esiste un'offerta fruibile per un sano divertimento e un corretto sviluppo civico, come certificato dalle problematiche recentemente espresse sulla stampa locale e non solo. Non è una battaglia di retroguardia: è una battaglia di civiltà senza colori. Noi chiediamo all'amministrazione comunale di mettere in campo un piano di lotta alla droga e a tutte le dipendenze patologiche, cominciando con la restituzione alla città dei luoghi di aggregazione e con un programma serio e credibile di miglioramento culturale»