Vuole "vendicare" la sua compagna per alcuni insulti e prova a colpire il responsabile delle parole indigeste con una spranga in ferro. Ma all'arrivo dell'Arma la versione diventa un'altra e da aggressori diventano vittime. La ragazza finge di essere stata aggredita dall'uomo di trent'anni più grande di loro con lo scopo di rapina. Il suo compagno, per difenderla, avrebbe a quel punto afferrato una spranga per cercare di bloccare l'aggressore: una versione abbastanza credibile che, però, non raccontava la verità sull'accaduto.

Ci sono volute indagini mirate da parte dei carabinieri della Compagnia di Pontecorvo - guidata dal capitano Nicolai e dal tenente De Lisa - per mettere insieme i tasselli e stabilire cosa era successo: denunciati per simulazione di reato e lesioni due ventenni di Pontecorvo.

Secondo quanto accertato dall'Arma, infatti, sembrerebbe che il cinquantenne della città fluviale - accusato poi ingiustamente di aggressione - avrebbe discusso circa un mese prima con la ventenne per questioni futili. E in quell'occasione lui avrebbe rivolto alla ragazza parole evidentemente poco gradite. Tanto da instillare nel convivente della donzella il fermo convincimento di dover mondare quell'affronto. Quando è capitata l'occasione propizia, il ventenne avrebbe dunque afferrato una sbarra in ferro, provando a colpire il cinquantenne: per difendere la sua donna da un tentativo di aggressione a scopo di rapina, diranno in prima battuta i conviventi ai carabinieri.

E invece, stando agli accertamenti condotti dai militari, non c'era nulla di casuale in quella aggressione violenta. E i ruoli apparivano del tutto invertiti. Così ieri è stata denunciato a piede libero sia il ragazzo (già noto per reati contro la persona e sottoposto ad avviso orale) che la sua convivente.