Durante recenti indagini di archeologia preventiva dirette dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio a Frosinone, in località Ponte Rio, è stata rinvenuta una struttura quadrangolare in opera quadrata di travertino e cementizio, identificabile con i resti di un monumento funerario di epoca romana.

L'edificio, già spoliato in antico, intercettato in occasione di scavi Acea, è localizzato in corrispondenza della rotatoria che segna l'incrocio di via Monti Lepini e via Casilina nel prolungamento urbano di via Cicerone.
Di forma quadrangolare (6,25 x 6,40 m) e conservato in fondazione per un'altezza di circa 1,20 m, il monumento presenta il lato nord, probabilmente quello di facciata, costituito da due filari di blocchi di travertino in opera quadrata, che si legano al resto della fondazione in conglomerato cementizio. A circa due metri di distanza dal fronte settentrionale della struttura è stato individuato un tratto di un antico tracciato stradale, costituito da un agglomerato di ciottoli fluviali calcarei e materiale fittile in parte allettati con malta, con orientamento sud-est.

La strada glareata è con ogni probabilità da identificare con la via Latina, che da Ferentino si dirigeva verso Frosinone, per poi entrare in città con orientamento rettilineo. Il prosieguo delle indagini potrà chiarire la cronologia del monumento, la sua connessione con la strada e la topografia di un'area dell'immediato suburbio della Frusino di età tardo-repubblicana e imperiale.
La campagna di scavo, coordinata dal soprintendente Daniela Quadrino cui ha preso parte l'archeologo Davide Pagliarosi, ha consentito di portare alla luce resti molti importanti dell'antica Frosinone a testimonianza ulteriore del passato della città.