"Appuntamento in ufficio". Così erano definiti dagli arrestati per droga nell'operazione del 5 ottobre scorso, i tre bar dove ieri mattina sono arrivati i carabinieri per consegnare ai proprietari l'ordinanza di sospensione dell'autorizzazione amministrativa all'esercizio di attività commerciale, emessa dal questore di Frosinone su proposta dei militari. Bar Sandy, sospensione per 30 giorni, 15 per il Bar Cippitelli e 10 per il Bar Franca. Le attività poste in essere dagli uomini dell'Arma, hanno accertato che in svariati casi gli incontri per la cessione dello stupefacente agli acquirenti, per lo più giovani tossicodipendenti, avvenivano all'interno o vicino ai tre bar ferentinati. Una decisione, quella della sospensione dell'attività che, come accade in queste circostanze, non va giù ai titolari, che si dicono estranei alle azioni degli indagati.

Per il bar Sandy si tratta della seconda sospensione a distanza di due anni quando i carabinieri arrestarono un quarantasettenne, sorpreso a cedere un involucro con due grammi di hashish a un giovane, vicino al bar. La successiva perquisizione permise di rinvenire, occultati in una tasca del giubbotto, ulteriori 16 grammi. La titolare, insieme ai suoi dipendenti, posizionò, nei giorni successivi, un "bancone" all'esterno offrendo caffè e chiedendo di revocare la sospensione «perché come possiamo sapere se i nostri clienti (ce ne sono diversi durante il giorno essendo il locale in una zona di transito evicino al camposportivo) sono pregiudicati o dediti all'uso e spaccio di droga? Dobbiamo chiedere il certificato penale alle persone che entrano? E non possiamo stare nemmeno con gli occhi puntati su tutte le persone che sono all'esterno. Siamo amareggiati». Queste stesse parole della titolare di "Sandy", non sono differenti rispetto ad oggi.
Ieri un'altra doccia fredda per la proprietaria e per le persone, nove, che lavorano nel locale in via Casilina, a pochi passi dalla Cittadella dello sport.

Stessa doccia fredda per i titolari del Bar Cippitelli, in località Terravalle e per il bar Franca, in via Casilina sud. Per il primo quindici giorni di sospensione e per il secondo dieci. Tutto nasce, come detto, dagli arresti del 5 ottobre dei fratelli Ivan e Loris Celardi, Giuseppe Puperi e Luca Abbate. Mentre si trova ai domiciliari Ilaria Mambolo. Sono accusati dello spaccio di cocaina che, in base a quanto ricostruito dall'inchiesta dei carabinieri di Ferentino al comando del maresciallo Raffaele Alborino e coordinati dal capitano Camillo Giovanni Meo, avveniva sotto le case popolari in via Madonna degli Angeli e in quattro bar del paese, per i quali i carabinieri hanno proposto la chiusura. Ieri l'ordinanza per tre locali. Per due di questi è stata disposta la chiusura per un tempo maggiore in quanto considerati "recidivi" perché destinatari di analoga misura nel 2016 e nel 2017.