Ex discarica e acque rosse a Sant'Elia, la Regione Lazio pronta a intervenire. Dopo aver riconosciuto l'ottimo lavoro dell'amministrazione Cuozzo, ora il passo successivo è quello della caratterizzazione. I tecnici regionali, nel recente vertice alla Pisana, hanno valutato il certosino lavoro del Comune analisi, cartografia, rilievi dei luoghi, relazione del geologo nominato dall'amministrazione di Sant'Elia e hanno preso in mano la situazione, percorrendo la strada che porterà alla caratterizzazione. Prima, però, occorrono altri passaggi fondamentali, come lo studio di fattibilità di massima da parte dell'Ente santeliano.

A certificare l'inquinamento in alcuni punti nella zona delle acque rosse era stata nelle scorse settimane l'Arpa Lazio che ha stabilito con rigore scientifico cosa ci sia in quelle acque color ruggine, visibili a occhio nudo. Confermata la presenza di alluminio, ferro, manganese e metalli pesanti fuorilegge, la richiesta cautelativa del sindaco Cuozzo (che aveva già interdetto alcuni campi alla coltivazione e all'emungimento delle acque) era apparsa oltremodo appropriata.

Un provvedimento apprezzato anche nell'incontro in Regione. «Un'area ben circoscritta. Nei campi circostanti, nell'arco di circa 200 metri, si stanno effettuando ulteriori accertamenti» aveva precisato il sindaco Cuozzo al culmine dell'incontro in Comune, alla presenza anche dell'assessore e vicesindaco Caringi, dei responsabili degli uffici tecnici incaricati e del geologo nominato proprio dall'Ente per seguire tutto l'iter. Un vertice propedeutico a quello di Roma, in cui mettere tutte le carte "sul tavolo" per ottenere una risposta concreta.

L'impegno della Regione c'è. Ora il Comune deve attivarsi per trasmettere tutto il carteggio alla Provincia, all'Arpa (compresa la cartografia) e rinviare tutto anche alla Regione. Soddisfatto il sindaco: «Un lavoro lungo e complesso, apprezzato dalla Regione, che porterà sicuramente a mettere in totale sicurezza le zone interessate nel territorio santeliano».