Non è un momento facile per il gruppo Fca e in particolar modo per lo stabilimento di Piedimonte che realizza i modelli Alfa Romeo. A settembre in Europa il Biscione è stato il marchio che maggiormente si è arenato nelle vendite. Ma, fortunatamente, lo Stelvio ingrana la marcia e corre via: grande protagonista in questo 2018 in Europa è stato sicuramente il suv Alfa Romeo Stelvio.

Il primo crossover prodotto dal Biscione per la sua gamma nel corso della sua lunga storia è riuscito infatti ad immatricolare nei primi 9 mesi dell'anno la bellezza di 24.200 veicoli. Questo risultato rappresenta un incremento del 120,2% rispetto allo stesso periodo del 2017. Stelvio dunque si conferma come uno dei modelli di Fiat Chrysler Automobiles in maggiore crescita nel continente europeo.

Anche di questi dati, dunque, si discuterà nel corso del vertice al Ministero del Lavoro che Luigi Di Maio ha convocato per il prossimo 30 ottobre con tutti i sindacati: sia i firmatari delle intese con Fca (Fim, Uilm, Fismic e Ugl) che la Fiom-Cgil. Sul futuro di Cassino Gatti della Fiom Cgil ha sottolineato: «Abbiamo la necessità di un tavolo unitario permanente con le istituzioni per rimettere al centro il tema della mobilità, degli investimenti del gruppo e di quello che sarà il polo Alfa Romeo nella ristrutturazione dello stesso. Dopo gli annunci di piena occupazione, assunzioni e fantomatici piani industriali, la discesa produttiva dei nuovi modelli Giulia e Stelvio, con la fine della produzione della Giulietta e con l'annuncio della cassa integrazione nello stabilimento, dà forte preoccupazione ai lavoratori».
Marsella della Fim Cisl commenta: «Sebbene l'interesse del Governo sia importante, noi attendiamo l'incontro con l'azienda.

Solo in quell'occasione sapremo cosa accadrà e come si svilupperà il piano di produzione. Sull'ipotesi del modello di max suv Castello, sembra sia simile alla linea dello Stelvio, ma più allungata. Un modello per i mercati orientali. A Piedimonte si attendono 3 modelli, vogliamo solo certezze e le risposte possono arrivare solo da Manley». Giangrande della Uilm: «Prima di veder morire tutti i modelli si potrebbe ipotizzare di aumentare le varianti di un singolo modello, così da poter ridare linfa a tutti gli impianti italiani, accomunati dalla stessa crisi.

Un'offerta più variegata di uno stesso modello permetterebbe di lavorare sulla stessa linea ma di andare incontro a diverse esigenze di mercato. Per ora comunque aspettiamo l'incontro del 30 e poi, quanto prima, quello con l'azienda».
Secondo nuove indiscrezioni, intanto, Fca potrebbe procedere con una progressiva riduzione della produzione in Italia nell'ottica di un cambio netto di strategia rispetto a quanto evidenziato in questi ultimi anni, puntando ad espandersi in modo importante in Brasile. Secondo i piani dell'azienda, l'espansione sul mercato brasiliano sarà sostenuta dalla crescita economica del Paese che dei prossimi anni. Fca e Ford attendono di capire quale sarà il nuovo sistema normativo per le industrie automobiliste in Brasile che andrà ad influenzare gli investimenti futuri delle aziende che producono nel Paese.