Bancarotta J Petrol, ai domiciliari l'imprenditore Iannarilli. Secondo l'accusa, avrebbe distratto beni per 7 milioni di euro.
Responsabile della bancarotta fraudolenta milionaria della J Petrol srl, con sede a Roma, operante nel settore della preparazione e miscelati di derivati del petrolio. Questa l'accusa con la quale i militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma sono intervenuti per arrestare l'imprenditore ciociaro Vittorio Iannarilli, originario di Veroli. L'uomo, 81 anni, è da anni residente a Terni. Le indagini sono state coordinate dalla procura della Repubblica di Roma e condotte dai Finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria.

In sostanza, Iannarilli, amministratore unico pro tempore e socio di maggioranza della società, avrebbe distratto beni e risorse dell'impresa per più di 7 milioni di euro. Non solo, l'imprenditore avrebbe in modo continuo evaso le accise sui carburanti generando debiti tributari insoluti pari a 21 milioni di euro a fronte di un passivo fallimentare accertato di oltre 33 milioni. A ciò si aggiungerebbe l'occultamento delle scritture contabili al fine di impedire agli inquirenti la ricostruzione del patrimonio e del volume d'affari della società.

Il giudice delle indagini preliminari ha quindi disposto la custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Iannarilli che continuava ad operare nel settore petrolifero con altre due società e, visti i numerosi precedenti di polizia, tali da farlo ritenere «estremamente incline a commettere reati tributari di rilevante entità e dotato di una notevole professionalità a delinquere», come si legge nel provvedimento.

L'inchiesta partita nel 2016 e condotta dal reparto Gico (gruppo d'investigazione sulla criminalità organizzata) della Guardia di finanza di Perugia e del Servizio antifrode dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, aveva portato alla scoperta di un "giro" di carburanti tra l'Umbria, il Lazio, il Molise, l'Abruzzo e la Campania ed al sequestro di una raffineria di Terni, la J-Petrol appunto.