Avrebbe preteso che i genitori gli consegnassero i soldi per l'affitto. Ma all'ennesimo diniego avrebbe preso a minacciare e inveire contro i suoi cari, tanto che suo padre avrebbe raggiunto Cassino, spaventato, per recarsi dai carabinieri. Solo il tempo di allertare i militari della Stazione di Mignano Montelungo: il ragazzo aveva già raggiunto l'abitazione paterna (tra San Vittore e San Pietro, in territorio di San Pietro Infine) dando fuoco alla legnaia e all'auto. Con il rischio, concreto, di rendersi responsabile di una strage, vista la presenza di bombole di gas cariche. È stata soltanto la prontezza dei carabinieri intervenuti a consentire di evitare il peggio. Poi, fondamentale, anche l'interventi dei vigili del fuoco.

All'arrivo dei genitori, che stavano tornano a casa dalla città martire, la situazione è degenerata. Il giovane, R.F., trentenne di San Pietro Infine, molto conosciuto anche a Cervaro (dove risiedono alcuni familiari) avrebbe dapprima aggredito suo padre (minacciandolo anche di morte) per poi scagliarsi pure contro i carabinieri. Quindi, è stato arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Per le ipotesi di maltrattamenti in famiglia, tentata estorsione e incendio doloso è stato denunciato a piede libero.
Ieri, dopo la convalida dell'arresto, il giovane è stato rimesso in libertà. Il suo avvocato, Edoardo Rotondi, ha chiesto i termini a difesa, annunciando la richiesta di rito abbreviato. E riservandosi la scelta di un eventuale rito abbreviato condizionato a qualche tipo di perizia.