Cessione congelata. E duecentosettanta lavoratori della Unicoop Tirreno mettono a segno un punto importante. Il consiglio di amministrazione aziendale, successivamente alla riunione svoltasi nella frazione di Piombino di Vignale Riotorto (Livorno, Toscana), sede dell'Unicoop Tirreno, ha di fatto messo in stand-by la cessione degli otto punti vendita del basso Lazio: Frosinone, Fiuggi, Colleferro, Genzano, Velletri, Aprilia e due a Pomezia.

I lavoratori, oltre mille presenti, avevano fatto sentire la loro voce a fine settembre a Roma attraverso una manifestazione all'esterno del ministero dello sviluppo economico. Questo mentre, all'interno, era in corso un tavolo di confronto tra Unicoop Tirreno, rappresentanti del Mise, esponenti parlamentari (per il territorio era presente Enrica Segneri), l'assessore al lavoro e nuovi diritti della Regione Lazio Claudio Di Berardino e le organizzazioni sindacali. In quella circostanza era stato chiesto di rivedere la decisione e di ragionare su soluzioni diverse. Al termine dell'incontro Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs definirono «il risultato raggiunto importantissimo, ma l'obiettivo ancora lontano».

Da lì, un impegno comune che, come annuncia Cobas Lavoro Privato attraverso il proprio sito internet, ha portato al congelamento da parte del consiglio d'amministrazione della cooperativa. Lo stesso, evidenziano nella nota, «si è dichiarato disponibile a "non assumere decisioni unilaterali sulla cessione dei punti vendita per un periodo di tempo definito entro il quale è necessario che si sviluppi un confronto diretto con le organizzazioni sindacali" e ha invitato le organizzazioni dei lavoratori "ad aprire celermente il confronto con la cooperativa".

Esprime soddisfazione per il risultato raggiunto Francesco Iacovone, esponente del Cobas nazionale. Lo stesso sindacalista giudica il congelamento della cessione «un primo passo importante in questa complicata vertenza». Un passo compiuto poiché «frutto della mobilitazione dei lavoratori che è sfociata al ministero dello sviluppo economico. E il merito è tutto loro: di quegli oltre mille manifestanti che hanno affollato il Mise lo scorso 26 settembre».

Al di là del passo in avanti per i lavoratori, non è stato revocato lo sciopero previsto nella giornata di domani. Una manifestazione in programma, come già accaduto, all'esterno del ministero dello sviluppo economico. «Ci sarà un nuovo "round" - prosegue il rappresentante sindacale - Nulla è ancora scontato, ma ci sono le basi per avviare una trattativa che ponga al centro la piena salvaguardia occupazionale sui territori a sud di Roma. Noi confermiamo lo sciopero unitario del 18 ottobre e la manifestazione al Mise alle 14, durante la trattativa. I lavoratori - conclude Francesco Iacovone del Cobas nazionale - Sono al nostro fianco e aspetteranno risposte concrete in via Molise».