Il piano messo a punto sembrava perfetto: affittare un furgone e con questo rubare una quarantina di preziose batterie che alimentano i ripetitori telefonici per poi dileguarsi e rivenderle al mercato nero. C'era da fare un bel po' di soldi. Tutto sembrava andare come i due "compari", un giovane di ventitré anni e un uomo di trentotto, entrambi atinati, avevano pianificato.
Poi quella pattuglia dei carabinieri che spunta all'improvviso e la decisione di mollare tutto, furgone e batterie trafugate da alcuni ripetitori Telecom della Valle di Comino, dandosi alla macchia.

Era il 24 settembre scorso. Proprio da lì sono partiti i militari dell'Arma di Atina per tessere pazientemente le indagini fino a risalire ai due. Così hanno ricostruito l'intera vicenda e denunciato entrambi per i reati di ricettazione e di simulazione di reato. Grazie anche alla preziosa collaborazione della polizia. Il giorno dopo la precipitosa fuga nella quale i due avevano abbandonato il furgone, il più giovane ne aveva denunciato il furto ai carabinieri di Napoli. Il mezzo era stato noleggiato giorni prima da una società di Giugliano, in Campania. Il proprietario ha raccontato ai militari che non aveva più rivisto il suo furgone e li ha messi sulle tracce del giovane.

Il prosieguo delle indagini ha consentito di stabilire che il 25 settembre scorso una pattuglia della polizia autostradale di Cassino, all'uscita del casello della città martire, aveva proceduto al controllo di una Ford Fiesta con i due atinati a bordo. Entrambi non avevano documenti al seguito per cui erano stati accompagnati per l'identificazione e fotografati. Poiché a carico del trentottenne risultavano precedenti specifici per ricettazione di batterie, i poliziotti, che erano a conoscenza delle batterie rinvenute ad Atina, hanno trasmesso le foto dei due ai carabinieri che li hanno riconosciuti come coloro che la sera del 24 settembre si erano allontanati velocemente dal furgone lasciato sul posto mentre sopraggiungeva una pattuglia. Così per loro è scattata la denuncia.