Droga nella villetta bunker di Monte San Giovanni Campano, dal Riesame i primi provvedimenti favorevoli agli indagati. A fine settembre i carabinieri avevano eseguito un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari padre, madre e figlio Giuseppe Bottoni, 51 anni, Teresa Vispi, 52, e Manolo Bottoni, 25, nonché Franco Cinelli, 43, tutti di Monte San Giovanni Campano e l'albanese Saimir Shehaj, 40, di Isola del Liri. Su istanza dell'avvocato Marco Maietta, il tribunale del Riesame ha annullato l'arresto di Vispi mentre per Manolo Bottoni e l'albanese ha disposto la trasformazione dei domiciliari in obbligo di firma due volte a settimana. Il legale aveva contestato l'insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e la sproporzionalità della misura (gli arresti domiciliari) rispetto ai fatti contestati.
I giudici del Riesame hanno allora stabilito di annullare la misura a carico di Vispi, ritenendo insussistenti i gravi indizi di colpevolezza, mentre per quanto riguarda gli altri due è stata ritenuta l'inadeguatezza degli arresti domiciliari per cui la misura è stata trasformata nell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria due volte a settimana.

L'indagine, condotta nel periodo tra dicembre 2017 e febbraio 2018, mirava a smantellare, nella zona di Colli, quello che per gli investigatori dell'Arma è stato ritenuto un supermarket della droga. Stando alle accuse, il gruppo sarebbe stato in grado di piazzare tra le 30 e le 50 dosi di cocaina,crack e hashish al giorno per un valore d'affari stimato sui 2.500 euro. I picchi delle vendite sarebbero stati riscontrati nei fine settimana, nel venerdì in modo particolare, e prima delle feste.
Peraltro l'abitazione era difesa con inferriata e telecamere, mentre, sulla base di quanto ricostruito dai carabinieri, c'erano delle vedette pronte a dare l'allarme in caso di arrivo dei "sorani", ovvero i carabinieri.