Se ne andava in giro, in auto, con una scacciacani, senza tappo rosso, e molto simile alle armi in dotazione alle forze dell'ordine. Una pistola che un ventottenne del capoluogo, residente nella parte alta, ha deciso di sfoderare nel momento meno opportuno, ovvero in mezzo al traffico dopo un banale litigio con un altro automobilista. Quest'ultimo, terrorizzato, ha raccontato ai poliziotti che pensava di morire. «Ero sicuro che mi sparasse», ha riferito agli agenti della sezione volanti della questura che hanno denunciato il pistolero per minaccia aggravata e gli hanno sequestrato la scacciacani. Il denunciante è un uomo di 48 anni, residente anch'egli nel capoluogo.

L'episodio incriminato, secondo la sua denuncia, è accaduto in pieno pomeriggio in via Tiburtina. A un certo punto si è visto affiancare dal conducente di una Fiat Cinquecento. Quest'ultimo imputa all'altro una manovra che non ha gradito. Il quarantottenne cade dalle nuove: in questura riferirà di non essersi accorto di nulla nei minuti precedenti all'episodio.
L'altro, dopo esser sceso dalla Cinquecento, insiste sempre più infervorato. A un certo punto rientra nell'abitacolo e riesce subito dopo con una pistola con la quale stando alla denuncia minaccia di morte il malcapitato 48enne Quindi si rimette in auto e fugge a tutta velocità. L'altro, comunque, ha la prontezza di riflessi di annotarsi il numero di targa e denunciare l'accaduto alla polizia. Gli agenti del commissario capo Flavio Genovesi dal numero di targa risalgono al proprietario del veicolo e vanno a cercarlo a casa.

L'uomo nega con forza di aver minacciato l'altro automobilista. Il motore della sua auto è ancora caldo per cui gli agenti decidono di effettuare una perquisizione alla ricerca della scacciacani. L'arma viene allora rinvenuta all'interno di un bauletto. Gli agenti sequestrano allora una replica di una pistola Beretta 92, cromata e avvolta in un panno. Nel caricatore c'è anche un colpo, inserito nell'arma, mentre il cane è armato e pronto all'uso. L'arma, peraltro, è priva del tappo rosso.
Per cui l'uomo viene accompagnato negli uffici della questura e denunciato per minaccia aggravata. Si tratta di un giovane senza precedenti e sprovvisto di porto d'armi, anche se, ovviamente, non essendo una pistola vera e propria, non è necessario per detenere una scacciacani. Per l'altro, invece, tanta paura anche perché anche agli occhi di un esperto, a distanza, la pistola sembrava vera.