Muore il presidente del Collegio davanti al quale dom Pietro Vittorelli e suo fratello Massimo sarebbero dovuti comparire ieri mattina per l'inizio del processo a Roma e l'udienza slitta. In verità, sia l'abate emerito che il fratello in tribunale assistiti dall'avvocato Sandro Salera, Antonio Bartolo e Mattia La Marra si sono comunque presentati ma invece di affrontare l'inizio del procedimento con un nuovo Collegio, sono stati resi edotti "solo" della nuova data di udienza, quella fissata al 4 marzo del 2019. In sostanza non sarebbe stata effettuata la nuova nomina del presidente, dopo che il giudice Simonetta D'Alessandro è stata trovata senza vita nel suo appartamento lo scorso 6 ottobre.

Una morte ritenuta naturale che è stata oggetto, comunque, di dovuti approfondimenti poiché il neo presidente della X sezione penale del tribunale era davvero sempre in prima linea: dalle vicende penali di Fini e Tulliani a Mafia Capitale, passando alle inchieste sui clan Spada per non dimenticare le Brigate Rosse. La sua morte, che ha sconvolto tutti, ha avuto particolare clamore proprio per questo suo essere sempre in trincea. E proprio oggi saranno celebrati i funerali.
Per dom Vittorelli e suo fratello, dunque, è tutto in stand-by. All'abate emerito, lo ricordiamo, viene contestata un'ipotesi di appropriazione indebita in relazione a quei 500.000 euro che secondo i magistrati capitolini sarebbero stati "distratti" dalle opere caritatevoli per viaggi e lusso.

A suo fratello, invece (con il quale Vittorelli aveva un conto cointestato) viene mossa l'accusa di riciclaggio. Accuse del tutto infondate per i due fratelli, che hanno negato sempre ogni addebito. Anche il Vaticano ha espresso vicinanza a dom Pietro Vittorelli, escludendo alcuna possibilità di una eventuale costituzione di parte civile. Anzi, rafforzando la stima e il rispetto per l'abate emerito.