Notte di terrore a Vallemaio. Pensionato si barrica in casa e, ubriaco, esplode una decina di colpi sul balcone. Poi si sdraia sul letto, sempre con il fucile imbracciato e carico, viene bloccato dai carabinieri. Quindi arrestato per maltrattamenti in famiglia, minaccia aggravata ed esplosioni di colpi d'arma da fuoco. Il piccolo comune montano è stato catapultato improvvisamente in una dimensione diversa dalla serenità abituale, con colpi d'arma da fuoco udibili a distanza e una task force di carabinieri pronta a entrare in azione. Oltre 15 i militari sul posto delle Stazioni di Pontecorvo, Aquino e San Giorgio con l'inter vento diretto del capitano Nicolai e del colonnello Cagnazzo. Sul posto anche il sindaco Merucci. Le prime informazioni giunte al 112 poco dopo le 20.30 di domenica hanno, infatti, fatto temere ben altro epilogo: quando i militari hanno raggiunto Vallemaio erano davvero pronti a tutto.

La ricostruzione
Colpi di fucile, consecutivi. Almeno 10, forse di più. E la paura che qualcuno fosse ferito. Roberto Di Cicco, 60 anni, pensionato incensurato, è finito ai domiciliari dopo una lunga trattativa. Sotto l'effetto dell'alcol, avrebbe prima esploso 11 colpi in aria, con un fucile regolarmente detenuto, all'esterno della propria abitazione in località San Tommaso. Poi, sempre in preda ai fumi dell'alcol, si sarebbe barricato in casa con la moglie. Momenti terribili, intrisi di angoscia e paura. Tanto che inizialmente qualcuno aveva addirittura parlato di una sparatoria: niente di tutto questo. Comunque una sequenza di terrore, rotta soltanto dalla chiamata inoltrata al figlio. Sarebbe stato proprio uno dei figli allertato di nascosto dalla madre con il cellulare a intervenire e a chiamare il 112. Quando i militari sono giunti sul posto hanno circondato la casa. Quell'uomo, che fino a poco prima aveva utilizzato il fucile sul pianerottolo, ora non rispondeva. Era all'interno, insieme alla donna: forte il timore nei militari che potesse esserci uno o più feriti e che la situazione fosse già compromessa. La lunga trattativa aveva comunque fatto desistere l'uomo da altra violenza ma non lo aveva convinto a uscire, liberando la donna. A quel punto non restava altro da fare: entrare all'interno e bloccare il sessantenne. Un'azione senza sbavature, che ha permesso di evitare il peggio: quando i militari hanno fatto irruzione, hanno trovato l'uomo sdraiato sul letto, col fucile ancora carico, stretto tra le mani. La donna, molto provata, era sana e salva. Ma nascondeva un'amara verità.

La moglie rompe il silenzio
È stata proprio la donna a raccontare ai militari di continue minacce, del fatto che solo alcuni giorni prima lui avesse distrutto il telefono fisso per impedirle di avere contatti con l'esterno. Cose che non avrebbe mai pensato di raccontare prima. Dagli accertamenti è emerso che il sessantenne avrebbe «assunto atteggiamenti violenti e iracondi nei confronti della moglie e dei familiari come riferito dai carabinieri con un'abitudine quasi quotidiana all'alcol, minacciando di morte la consorte». Il coraggio della donna, questa volta, ha rotto gli schemi e ha permesso ai militari di intervenire. L'uomo è stato arrestato ed è finito ai domiciliari (nell'abitazione del fratello). Oggi, alla presenza dell'avvocato Anna Ciaraldi, sarà con molta probabilità sottoposto alla convalida. Nell'abitazione dell'uomo altre cartucce trovate in un gilet da caccia, 2 cartucce a palla non denunciate, 6 proiettili calibro 22 e un proiettile 9x11. Tutto sequestrato.