Veleni sepolti a Nocione, ora è "caccia" agli eredi. Si tratta di un passaggio necessario, quello di rintracciare i proprietari dell'intera zona interessata dal sospetto dell'interramento di rifiuti pericolosi, prima di far intervenire la Regione Lazio. Ma, secondo le prime indiscrezioni, si tratta di un'operazione affatto facile: i proprietari sono numerosi, molti all'estero da una vita. Alcuni addirittura già morti: ciò rende tutto più complicato poiché ora bisogna risalire agli eredi.

Ma l'amministrazione di Cassino non demorde, anzi l'assessore all'Ambiente Dana Tauwinkelova è più agguerrita che mai. «Si tratta di passaggi necessari e finché non verranno rintracciati tutti, l'incontro in Provincia verrà rimandato» ha precisato l'assessore. Una volta eseguite le notifiche ai proprietari, trascorsi i tempi previsti dalla legge, se i privati non procederanno si passerà alla fase successiva in cui ovviamente sarà necessario far intervenire a gamba tesa la Regione. È l'urgenza di arrivare a reperire quanto più velocemente possibile i fondi per la caratterizzazione l'unica in grado di dettare i tempi. Per questo la nota formale per avviare la macchina che consentirà di inserire Nocione nel Sir è stata inoltrata di recente dall'onorevole Fontana al presidente della commissione Ambiente del Consiglio regionale del Lazio, Novelli, con l'obiettivo di avviare al più presto il ciclo di audizioni «sulla situazione emergenziale dell'inquinamento a Nocione».

Allerta alta anche per le acque rosse a Sant'Elia: dopo che l'Arpa ha "certificato" la presenza di metalli pesanti in zona Pantanelle, l'unica parola d'ordine è proprio "urgenza".
L'assessore Tauwinkelova è a favore anche di un tavolo intercomunale sulle criticità ambientali, così come suggerito dall'onorevole Fontana durante il "tour sui veleni".