Il procuratore Giuseppe De Falco lo aveva fatto intendere nel corso dell'intervento introduttivo al processo per l'omicidio di Emanuele Morganti. Ma ora la procura è andata anche oltre. Il pool di magistrati che ha coordinato le indagini per il delitto del giovane di Tecchiena di Alatri ha avanzato al gip la richiesta di archiviazione nei confronti dei quattro buttafuori del Miro music club, inizialmente indagati per rissa aggravata e successivamente anche per concorso in omicidio. La richiesta di archiviazione, che andrà vagliata dal gip, riguarda entrambe le contestazioni.

Quando si è aperto il processo per l'omicidio di Emanuele (attualmente in corso davanti alla Corte d'assise nei confronti di Franco e Mario Castagnacci, Paolo Palmisani e Michel Fortuna), il pubblico ministero De Falco nel formalizzare le richieste istruttorie aveva effettuato una cronistoria dell'indagine. E un passaggio l'aveva dedicato anche ai quattro buttafuori, affermando che, nei loro confronti, non erano emersi elementi tali da poterli portare in giudizio. Era stata, in sostanza, l'anticamera della richiesta di archiviazione che, ora, è stata formalizzata.

L'istanza di archiviazione è stata così notificata ai quattro indagati, ovvero all'albanese Pjetri Xhemal, 33 anni, residente in provincia di Lecco, e agli italiani Michael Ciotoli, 27 anni, Damiano Bruni, 27, e Manuel Capoccetta, 29, tutti di Ceccano, nonché alla parte offesa, ovvero la famiglia Morganti. Quest'ultima avrà venti giorni di tempo per presentare opposizione e chiedere che l'istanza venga respinta o che vengano svolte altre indagini. A scrivere l'ultima parola sarà sempre il gip del tribunale di Frosinone.

I pm Giuseppe De Falco, Adolfo Coletta e Vittorio Misiti che hanno coordinato l'indagine condotta dai carabinieri, sviluppatasi con accertamenti tecnici anche con l'ausilio del Reparto investigazioni scientifiche dell'Arma, intercettazioni ambientali e telefoniche e con l'audizione di 165 persone tra presenti quella sera di marzo 2017 al Miro e informati sui fatti, hanno concluso dunque che nei confronti dei buttafuori, peraltro ascoltati tre volte, non ci sono elementi concreti. Cosa più volte ribadita anche dagli avvocati dei quattro buttafuori che hanno condotto delle indagini difensive.

I legali di due dei quattro, gli avvocati Giampiero Vellucci e Riccardo Masecchia hanno espresso soddisfazione per la richiesta della procura. «La decisione della Procura della Repubblica non ci sorprende - hanno detto - ed era da noi attesa e messa in preventivo dall'inizio. Abbiamo sempre ritenuto che, nonostante il parere contrario dell'opinione pubblica, i nostri assistiti non fossero responsabili della vicenda. C'è voluto un anno e mezzo per arrivare a questa provvisoria decisione alla quale dovrà seguire la pronuncia definitiva, a dimostrazione che la nostra iniziale valutazione fosse giusta. Attendiamo la decisione del gip sia che ci sarà o meno l'opposizione della famiglia Morganti. Solo allora si potrà conoscere la parola fine».