Ci sono anche sale da gioco e bar (è coinvolta anche la provincia di Frosinone) fra i 19 milioni di euro di beni sequestrati ieri dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma al clan Spada, operante ad Ostia, in esecuzione di quanto disposto dal Tribunale di Roma. I beni sono riconducibili ai membri del clan mafioso anche se in gran parte intestati ad altre 47 persone (familiari e terzi), apparentemente estranee al contesto criminale. L'attività, si legge in un comunicato della Finanza «costituisce l'epilogo di un'articolata indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia capitolina, nel cui ambito gli specialisti del Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno ricostruito la "carriera criminale" dei vertici del clan, i quali hanno accumulato, nel tempo, un vastissimo patrimonio mobiliare e immobiliare, per un valore complessivo pari a quasi 19 milioni di euro, assolutamente sproporzionato rispetto agli irrisori redditi dichiarati.

Pertanto, in applicazione delle norme in materia di misure di prevenzione contenute nel Codice Antimafia, i Finanzieri hanno proposto all'Autorità Giudiziaria il sequestro di tali ricchezze, acquisite con i proventi dei traffici delittuosi cui i proposti sono stati abitualmente dediti». Nel calderone sono finiti il «patrimonio aziendale e relativi beni di 18 società e 4 ditte individuali, nonché il 40% del capitale sociale di un'ulteriore società, operanti nei settori "bar e somministrazione di alimenti e bevande","panificazione", "commercio all'ingrosso e al dettaglio di autovetture e di autoveicoli leggeri", "costruzioni edifici residenziali e non", "vendita al dettaglio di carburanti", "sale giochi e biliardi", site a Roma (per lo più a Ostia)  e in provincia di Frosinone».