Droga e alcol, una piaga sociale insanabile. La città di Ferentino è salita di nuovo alla ribalta per problemi di droga e per il conseguente arresto di cinque cittadini, per lo più giovani. A margine degli ultimi fatti di cronaca consumatisi in città, è intervenuto Francesco Giorgi, già vicesindaco, ex assessore comunale di Ferentino, persona sensibile alle problematiche sociali. Giorgi ha rivolto un importante appello al sindaco Antonio Pompeo: «Invito il sindaco e la città di Ferentino a mobilitarsi contro l'uso e l'abuso di droghe e alcol tra adulti e giovanissimi.

L'obiettivo è fare prevenzione del disagio e di tutte le cause che possono indurre le persone, e i giovani in particolare, a fare uso di queste sostanze, migliorando le relazioni umane e la qualità della vita nella nostra comunità. Vanno coinvolti i singoli cittadini, associazioni culturali e di volontariato, operatori sociali, la scuola. Ferentino è ricca di operatori sociali, della formazione e cultura, della sanità e religioni, che potrebbero impegnarsi in questa scommessa per il futuro della nostra città. Partecipazione, solidarietà e volontariato potrebbero essere le condizioni chiave per tamponare il riesplodere di questo fenomeno devastante. Il sindaco – ha fatto appello Giorgi che si dice pronto a collaborare - convochi una riunione cittadina con questi obiettivi e si faccia garante che nessuna risorsa rimanga inespressa per il futuro dei nostri concittadini».

Anche il sociologo Luigi Tribioli non ha lesinato riflessioni: «I gravi fenomeni degli ultimi giorni nella nostra città evidenziano il profondo disagio e degrado sociale, culturale, economico, morale, familiare, ambientale, nel quale vivono innanzitutto i giovani. Tutta la comunità cittadina deve reagire per combattere il fenomeno ed ogni forma di emarginazione. Gli assessorati alla cultura e ai servizi sociali abbiano un ruolo rilevante nell'organizzazione di una progettualità mirata alla conoscenza e alla prevenzione del fenomeno, con percorsi formativi per nuove prospettive occupazionali. Urge un tavolo di lavoro in sinergia con le scuole, famiglie, parrocchie, associazioni e Asl».