È stata interrogata, ieri, nel convento di clausura, la suora nigeriana accusata di aver preso a mattonate don Taddeo nella sagrestia della chiesa di Santa Maria dei Franconi, nel cuore del centro storico di Veroli. La postulante, aiutata da un'interprete nigeriana inviata dalla Curia di Frosinone, ha risposto a tutte le domande.

Un colloquio durato tre ore, domande e risposte serrate: la verità non è poi così lontana. La postulante non si è sottratta alla richiesta di essere ascoltata, prestando la propria versione dei fatti all'organo inquirente con precisione e dovizia di particolari. Aiutata dall'interprete nigeriana, sua connazionale, ha parlato in inglese. Non si è quindi avvalsa della facoltà di non rispondere ma ha chiarito ogni dubbio a chi la interrogava. Al suo fianco c'era ovviamente il legale di fiducia, l'avvocato Nicola Ottaviani, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni, vista la fase delicata in cui si trova l'inchiesta. Ha però contestato l'accusa di lesioni aggravate e volontarie per la quale la sua assistita era stata indagata subito dopo i fatti.

Nei prossimi giorni verrà meglio delineata l'intera linea difensiva, anche all'esito dell'incontro di ieri. In monastero si erano dati appuntamento anche don Angelo Maria Oddi, rettore della basilica di Santa Salome, don Andrea Viselli, titolare delle parrocchie di Veroli Centro, e una quinta persona sempre degli ambienti ecclesiastici. Ci sarà ora da aspettare l'evoluzione dell'inchiesta prima di scrivere la parola fine su una vicenda che ha incuriosito anche la cronaca nazionale.

Intanto, don Taddeo continuerebbe a vivere a Veroli proprio nell'appartamento situato a due passi dal monastero dove si è verificata la presunta aggressione. Questa settimana si festeggia nella piccola e antica chiesa di Santa Maria dei Franconi il cinquantunesimo anniversario della beatificazione di suor Maria Fortunata Viti, dell'ordine di San Benedetto, il cui corpo giace e riposa proprio in quell'edificio sacro. Sarà una settimana di preghiera e riflessione per le religiose che da secoli custodiscono la santità di un luogo venerato e amato da tanti fedeli. Massimo riserbo sul contenuto specifico dell'interrogatorio