Alla fine il ponte Bailey sarà smontato. Ieri i tecnici della Regione hanno svolto un sopralluogo al cantiere e a partire dal 15 ottobre avranno inizio le operazioni di rimozione del ponte per consentire gli ultimi lavori di bonifica della frana, che causò nel marzo 2013 il crollo parziale del viadotto e il ripristino del piano stradale di via Ernesto Biondi.

Il Comune aveva chiesto di differire lo smontaggio a maggio, alla chiusura delle scuole, o quantomeno a gennaio per limitare i disagi alla cittadinanza e per non danneggiare le attività commerciali nel periodo degli acquisti natalizi. Dalla Regione, però, hanno insistito per non incappare in presunti maggiori costi che si sarebbero dovuti affrontare con il fermo del cantiere e con l'intervento mediante modalità diverse.

Più volte i tecnici della Pisana avevano rappresentato l'esigenza della rimozione del ponte provvisorio in via Biondi, al fine di consentire l'esecuzione dei lavori nella parte superiore della frana, appaltati all'impresa Mario Cipriani di Castel Madama, così come previsto dal cronoprogramma comunicato alla consegna dei lavori.

Sulla possibilità di individuare una soluzione alternativa alla pronta rimozione del ponte provvisorio, come richiesto più volte dal Comune di Frosinone, l'impresa, per una diversa modalità di esecuzione, aveva presentato una stima economica dei costi maggiorativa pari a un totale di 313.856 euro che, tenuto conto del quadro economico e stante il percorso delle scelte progettuali in fase di gara ed esecutive, per i tecnici della Regione non appariva attuabile e, comunque, difficilmente perseguibile. Di conseguenza l'insistente urgenza di rimozione del ponte provvisorio.

Urgenza perché? Perché secondo la Regione, come si legge in una lettera di qualche settimana fa, «si corre il rischio di inficiare le opere già eseguite che potrebbero subire fenomeni quali: il deflusso da monte delle acque non ordinato con rischio di danneggiamento delle opere già realizzate a valle; la mancata esecuzione» di altre due paratie a ridosso del ponte che «pone in pericolo il pendio ad una ulteriore instabilità, nello specifico in caso di piogge abbondanti e prolungate che rappresentano uno dei fenomeni meteorologici più impattanti per il territorio; il danneggiamento delle terre armate già eseguite che rischiano di subire fenomeni di irregolare assestamento e deformazione. Per tutto ciò... si chiede la rimozione del ponte provvisorio, la demolizione delle rampe di raccordo a monte e a valle e la demolizione dei cordoli di appoggio del ponte, tutto ciò per consentire l'esecuzione dei lavori nella parte superiore della frana».
Dalla prossima settimana, quindi, si inizierà a smontare il ponte che non sarà più rimontato fino a termine dei lavori per la cui fine è stato impossibile indicare una data precisa.

Intanto, adesso, gli uffici comunali inizieranno a studiare una mobilità alternativa per cercare di rendere meno impattanti i disagi inevitabili che si ripercuoteranno sulla circolazione stradale dopo la rimozione del ponte Bailey. Entro la fine di questa settimana si dovrebbe conoscere il nuovo piano della viabilità. Dopo quasi due anni di onorato servizio il ponte rimovibile sul viadotto Biondi è pronto ad andare in pensione e, dopo cinque anni, la frana dovrebbe essere bonificata. Con la speranza che i lavori possano terminare il prima possibile con i minori disagi possibili per la cittadinanza e per gli operatori commerciali che gravitano sia sulla parte alta sia sulla parte bassa.