Posizioni ancora al vaglio nell'ambito di un'inchiesta lampo che tanto ha destato scalpore per la sua stessa natura: brogli elettorali per simulare altri "brogli" e poter permettere un ricorso al Tar alla parte perdente e ottenere il ribaltamento del voto. Questo il quadro ricostruito dagli inquirenti in merito alle elezioni amministrative svoltesi a Piedimonte San Germano nel 2017.

Inchiesta su quelle 59 schede alterate da segni geometrici che hanno già portato il numero degli indagati a otto e fatto scattare gli arresti domiciliari (misura revocata dal Gip ma con l'obbligo di dimora fuori dalla provincia di Frosinone) per il dottor Ettore Urbano per violazione della legge elettorale e falso in atto pubblico: gli inquirenti lo hanno ritenuto "ideatore e ispiratore" del "disegno criminoso".

Ora, lunedì, davanti al sostituto procuratore Roberto Bulgarini Nomi compariranno tre persone per essere ascoltate e fornire la propria versione su fatti e circostanze. La dipendente comunale (difesa dall'avvocato Sandro Salera), l'ultima a essere indagata (alle 17.30), e i due rappresentanti di lista coinvolti nell'inchiesta (dalle 15 in poi).

Erano già stati ascoltati "a sommarie informazioni" all'inizio delle indagini dal momento che avevano firmato le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà - nelle quali indicavano l'esistenza di quelle schede alterate - utili per presentare ricorso al Tar da parte di Urbano. Martedì, invece, l'incidente probatorio che sarà utile a visionare e ad estrapolare i contenuti dei telefonini proprio dei due rappresentanti di lista. Sono gli ultimi tasselli di indagini certosine e celeri condotte dalla squadra informativa del Commissariato e coordinate dal dottor Bulgarini.