Interrogatorio per la postulante. In giornata il magistrato si recherà nel convento di Santa Maria dei Franconi per ascoltare la donna indagata al momento per lesioni volontarie aggravate. Ad assisterla sarà l'avvocato di fiducia, Nicola Ottaviani, accompagnato da un interprete.

Proprio l'utilizzo di un corpo contundente (il mattoncino usato per colpire la testa di don Taddeo, sacerdote suo connazionale) unitamente alla gravità delle lesioni subìte dal religioso avrebbero fatto scattare l'apertura d'ufficio di un fascicolo per il reato di lesioni gravi. Quest'oggi sono attesi proprio nel convento di Santa Maria dei Franconi, dove la postulante è rimasta anche dopo l'accaduto, il magistrato, sostituto procuratore Vittorio Misiti, insieme all'avvocato difensore e un interprete che permetterà alla donna, qualora deciderà di farlo, di rispondere anche nella lingua di origine (entrambi, vittima e aggressore, sono nigeriani).  L'interrogatorio è un adempimento che il giudice è tenuto a compiere e rappresenta anche il più ampio diritto di difesa dell'indagato.

I fatti
Era il 21 settembre quando per cause che saranno presto chiarite, la postulante di 37 anni aggredì don Taddeo, sacerdote suo connazionale, nella sacrestia della chiesa di Santa Maria dei Franconi, annessa al convento delle suore di clausura della comunità femminile delle benedettine. Un'azione a quanto pare improvvisa, che costrinse l'uomo ad una fuga precipitosa. Aiutato da un passante, venne quindi soccorso e portato in ospedale, a Frosinone. Nessuna denuncia è mai stata presentata.

Oggi per l'indagata ci sarà la possibilità di difendersi, aiutata dal suo avvocato di fiducia, Nicola Ottaviani. Proprio per questioni di rispetto nei confronti della religiosa, si è scelto di raccogliere la deposizione all'interno del monastero dove la donna vive. Due le possibilità: potrà avvalersi della facoltà di non rispondere o raccontare i fatti e magari, allo stesso tempo, contrattaccare fornendo una propria versione dei fatti. Un interrogatorio che sicuramente servirà a capire se quello della postulante è stato un gesto istintivo o di reazione ad altro e che consentirà alla magistratura di chiudere al meglio le indagini.