«Se non ci consegnate le chiavi della cassaforte faremo del male ai vostri nipoti». Lui minacciato con la pistola alla tempia, lei con un giravite alla gola, dopo essere stati svegliati nel cuore della notte, da cinque banditi, con il volto coperto e accento straniero. Legati e imbagliati, per evitare che chiedessero aiuto. Terrore ieri, intorno alle 4, per una coppia di coniugi, 57 anni lui, 55 lei, minacciati, sequestrati, legati, imbavagliati e rapinati. Portati via 1.800 euro, oggetti di valore e gioielli di famiglia. E' accaduto in una villetta di via Tofe Vado, a Ferentino. 

L'allarme è stato lanciato dalla donna, che dopo circa un'ora è riuscita a liberarsi e a contattare la figlia che abita poco distante. Quest'ultima e il marito si sono subito precipitati nella casa della coppia. Nel frattempo hanno chiamato i carabinieri che hanno raggiunto l'abitazione, in via Tofe Vado del Cerro. Nel frattempo sono state diramate le ricerche. Setacciate le vie di fuga, anche dei paesi limitrofi. Indagini a tutto campo per cercare di dare un nome e un volto ai cinque rapinatori.

La ricostruzione
Stavano dormendo quando cinque persone, tutte vestite con abiti di colore nero, con il volto coperto, hanno fatto irruzione nella loro abitazione, in via Tofe Vado, entrando da una finestra, al piano superiore. Sono stati svegliati nel peggiore dei modi, moglie e marito, di Ferentino. In balìa di banditi armati. In pugno tre di loro avevano le pistole, altri due giraviti. L'arma è stata puntata alla tempia dell'uomo, uno dei giraviti contro la donna. Li hanno minacciati. Se non avessero consegnato loro soldi e oro avrebbero fatto del male ai nipoti. Sembra che i cinque avessero un accento dell'Est Europa. Le stanze sono state messe a soqquadro, fin quando la banda non ha trovato la cassaforte.

La paura è stata tanta per i coniugi che sotto minaccia, e con il timore che potessero fare del male non solo a loro, ma anche ai nipoti, hanno consegnato le chiavi della cassaforte. Prima di andare via hanno preso anche vestiti e bottiglie di champagne. I banditi, per evitare che potessero lanciare subito l'allarme, hanno legato l'uomo mani e piedi al letto, mentre la donna legata alle mani ad una gamba del letto. I malviventi con il bottino in mano sono così fuggiti a bordo di un'auto, forse ad attenderli un sesto uomo. La donna è riuscita a liberarsi e a chiedere aiuto. Gli uomini del maresciallo Raffaele Alborino, guidati dal capitano Camillo Giovanni Meo, tutti coordinati dal colonnello Fabio Cagnazzo, hanno avviato le indagini per rintracciare i responsabili.