La richiesta di interdire, in via cautelativa, alcuni campi era scattata quasi un anno fa. Dopo la segnalazione di un cittadino che aveva indicato a Sant'Elia la presenza di acque rosse nei canali di scolo, tra biada e aree verdi, erano scattati i primi campionamenti dell'Arpa Lazio chiamata a stabilire con rigore scientifico se quelle acque color ruggine, visibili a occhio nudo, fossero direttamente legate alla presenza di alluminio, ferro, manganese e metalli pesanti fuorilegge. Ieri la conferma che in località Pantanelle, in territorio di Sant'Elia, i metalli pesanti oltre i limiti consentiti ci sono, eccome. Sia nei terreni, sia nelle acque superficiali che nelle falde.

La ratifica di questa ipotesi arriva proprio dalle  analisi Arpa, che hanno messo nero su bianco un dettaglio di non poco conto. E hanno, allo stesso tempo, confermato la validità dell'ordinanza cautelativa del sindaco Cuozzo che, nell'attesa di avere tutta la documentazione, aveva già impedito coltivazioni, utilizzo di campi per pascolo o emungimento delle acque.

«Un'area ben circoscritta, quella delle Pantanelle -ha tenuto a precisare il sindaco Fernando Cuozzo- Nei campi circostanti, nell'arco di circa 200 metri, si stanno effettuando ulteriori accertamenti. Tutto per arrivare mercoledì prossimo in Regione pronti ad andare avanti per eliminare la criticità rilevata». «Risultati e dati pubblici, questi, che restano a disposizione della minoranza e dei cittadini» ha aggiunto Cuozzo, rispondendo alla domanda protocollata da "Sant'Elia Futura" nei giorni scorsi. Con il vertice di ieri in Comune, a cui hanno preso parte anche l'assessore al ramo nonché vicesindaco Caringi, i responsabili degli uffici tecnici incaricati e un geologo nominato proprio dall'Ente per seguire tutto l'iter, si passa alla fase più importante: quella che permetterà grazie al coinvolgimento della Regione di individuare la strada migliore per arrivare alla bonifica del sito.
«Come amministrazione non posso che ribadire l'impegno per arrivare alla radice del problema e risolvere la criticità riscontrata, sebbene davvero circoscritta -ha aggiunto il sindaco- per la salute di tutti noi, per il rispetto della spesa messa a bilancio per questo iter con il lavoro importante del geologo nominato dal Comune e per poter dare una risposta ai miei cittadini continuando lungo la strada intrapresa sin dall'inizio del mio mandato: l'impegno, innegabile, a tutela dell'ambiente».

Non solo Nocione
Si tratta del terzo sito inquinato nel Cassinate che, oltre ad essere finiti nei fascicoli della procura, abbisognano dell'intervento della Regione per cercare di "limitare" i danni. Dopo Nocione per cui si continua a lavorare e si spera che a breve possa entrare materialmente, così come annunciato dall'onorevole del M5S Fontana, nelle audizioni sul ciclo dei rifiuti della Commissione ambiente anche per Facciano (a Pignataro) ogni dubbio è stato eliminato dall'ufficializzazione dei dati Arpa.