Hanno preso il controllo della clinica reggina Villa Aurora per poi spolparla. È quanto la procura di Reggio Calabria contesta ai due ex soci del Gruppo Sant'Alessandro, Giorgio Rea e Alessandro Casinelli nonché ad altri sette. Sulle accuse dovrà pronunciarsi il gup Pasquale Laganà che ha fissato l'udienza al 26 ottobre. In quella data dovranno comparire Giorgio Rea, 40 anni, di Sora, l'avvocato ferentinate Pietro Domenico Mangiapelo, 50, l'imprenditore ed ex presidente di Federlazio Frosinone Alessandro Casinelli, 35, di Sora, Francesco Margotta, 35, di Catanzaro, Marco Petricca, 35, di Sora, i primi detenuti nel carcere di Reggio Calabria, gli altri due agli arresti domiciliari dal 21 giugno. E ancora l'udienza preliminare interesserà anche Patrizia Ferri, 50, di Sora, Andrea Cianfarani, 26, di Campoli Appennino, Giuseppe Musto, 35, di Sora, e Antonino Iero, 36, di Reggio Calabria, difesi dagli avvocati Ivano Nardozi, Francesco Albanese, Paolo Pulciani, Mario Bagnato, Nicola Ottaviani, Antonio Managò, Nunzio Raimondi, Mario Arcano, Marco Pizzutelli, Roberto Mora, Emanuele Genovese e Pierpaolo Emanuele. Nell'ambito del procedimento sono parti offese la società Villa Aurora in liquidazione, gli amministratori giudiziari, l'Agenzia delle Entrate, il Mef, la denunciante, nonché socio di minoranza Adelaide Briatico di Reggio Calabria e lo stesso Alessandro Casinelli.

Le accuse
A quattro dei nove imputati è contestata l'associazione a delinquere, ovvero a Casinelli e Rea, in qualità di promotori, e a Mangiapelo e Margiotta per essersi associati «al fine di prendere il controllo della società Villa Aurora spa, di distrarre il patrimonio della stessa, di compiere altri atti di appropriazione illecita, di falsificare i bilanci della società». Reati che sarebbero stati commessi tra il 2014 e il giugno 2017. Rea, in qualità di socio al 50% di Sant'Alessandro, di socio unico della Grs Unipersonale che il 18 ottobre 2016 acquisiva il 95% del capitale di Villa Aurora dal Gruppo Sant'Alessandro, a Mangiapelo in qualità amministratore unico di Villa Aurora fino al 6 dicembre 2016, nonché in qualità di sottoscrittore degli ordini di effettuare bonifici al Sant'Alessandro, a Casinelli, quale socio al 50% e di amministratore delegato (dal 13 ottobre 2016) del Sant'Alessandro, di partecipante all'atto di vendita alla Grs e di colui che «disponeva ed eseguiva atti distrattivi», Margiotta, come amministratore di Villa Aurora dal 6 dicembre 2016, per non aver provveduto a richiedere la restituzione delle somme distratte né al Gruppo sant'Alessandro né alla Grs «così aggravando» il dissesto, sono accusati, con una serie di bonifici effettuati al Gruppo Sant'Alessandro, di aver distratto «un'ingente somma di danaro appartenente alla società Villa Aurora, società ammessa a concordato preventivo, per un ammontare complessivo 1.211.513 euro, somma che non veniva restituita a Villa Aurora».

Sono stati evidenziati dei bonifici a soggetti non fornitori o non creditori, a garanzia di un finanziamento da 1,1 milioni e anche per il pagamento di ratei del mutuo per l'acquisto del quotidiano la Provincia. A tutti, tranne Iero, sono contestati atti distrattivi. In particolare a Casinelli, Rea e Mangiapelo il finanziamneto infragruppo da 600.000 euro del 18 settembre 2015 che, secondo l'accusa, in larga parte sarebbe servito per il pagamento di un debito personale di Rea e Casinelli. In relazione a tale finanziamento la procura contesta il rilascio di un'ipoteca sull'unico immobile di proprietà della Villa Aurora. Nel mirino l'estinzione di un dossier titoli di 135.000, oggetto di un sequestro preventivo. Contestati altri bonifici a soggetti estranei al gruppo e alla Quiete servizi srl di Varese, società fallita nel 2017. La procura è arrivata a contestare la stipula di «un fasullo contratto di consulenza con Musto», nonché l'acquisto di 40 biglietti aerei. A Mangiapelo, Rea e Casinelli si contesta non aver posto in liquidazione la società e aver esposto nei bilanci 2014-15 fatti «non rispondenti al vero».