Revoca dei domiciliari per il dottor Ettore Urbano che torna libero con divieto di dimora in provincia di Frosinone. L'ex candidato sindaco, in questo momento, non può vivere in terra ciociara e ha dovuto lasciare la cittadina di Piedimonte: questa la decisione del Gip dopo l'istanza presentata dal legale, Gianrico Ranaldi per il dottore finito ai domiciliari per essere ritenuto dagli inquirenti "ideatore e istigatore" del «disegno criminoso» che ha portato ad alterare le schede elettorali con segni geometrici nel simbolo della lista Piedimonte Ora per poi presentare ricorso al Tar, far immaginare un voto di scambio da parte degli avversari, diventati coalizione vincente per 32 voti, e ribaltare il risultato elettorale.

Per il Gip non sarebbe venuto meno il quadro indiziario nè le esigenze cautelari ma avrebbe ritenuto che le stesse potessero essere soddisfatte con una misura meno afflittiva, e cioè con il divieto di dimora in provincia in modo da impedire contatti con gli indagati e altri soggetti che, a vario titolo, conservano uffici pubblici. La decisione dei domiciliari era stata stabilita per il «sussistente pericolo di reiterazione dei reati della medesima specie» in virtù della sua carica di consigliere comunale di Piedimonte nonché di direttore di dipartimento Asl e di responsabile del Pronto Soccorso di Cassino. Il medico si è recentemente dimesso dalla carica di consigliere mentre è stata la Asl a sospenderlo dagli incarichi dirigenziali.
Per il gip Montefusco, dunque, può tornare in libertà ma non può restare in terra ciociara: così si è dovuto spostare subito in un'altra provincia. A consegnargli direttamente il provvedimento, alle 16 di ieri, la squadra informativa della polizia di Stato con esecuzione in tempi brevi. Provvedimento che, per legge, può essere impugnato entro dieci giorni.

Le indagini vanno avanti
Intanto, continuano le indagini sui brogli elettorali, affidate alla squadra informativa del Commissariato guidato dal dottor Mascia e coordinate dal sostituto procuratore Bulgarini Nomi.
Otto gli indagati totali (compreso Urbano), l'ultima a finire nel registro è stata una dipendente comunale iscritta per violazione della legge elettorale: sarà sentita esattamente a metà ottobre.
Ma presto potrebbero esserci le convocazioni per ulteriori interrogatori, persone che dovranno essere sentite per mettere gli ultimi tasselli a un'inchiesta lampo.