Chiusa la "Scampia ciociara" del Casermone, piccole Scampia crescono in provincia. Il modello è quasi sempre lo stesso vedette, sistemi di videosorveglianza, inferriate e appartamenti popolari occupati abusivamente. L'ultimo scacco al mercato dello spaccio lo hanno dato i carabinieri a Ferentino. Con l'operazione Anomia (dal greco assenza di regole), i carabinieri della stazione di Ferentino e della compagnia di Anagni hanno eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip Antonello Bracaglia Morante e richieste dal procuratore Giuseppe De Falco.
In carcere sono finiti i fratelli Ivan e Loris Celardi, 27 e 20 anni, Giuseppe Puperi, 56, Luca Abbate, 35, mentre l'unica agli arresti domiciliari è Ilaria Mambolo, 30, tutti di Ferentino.
Quest'ultima è la moglie di Ivan. Le misure sono state eseguite ieri mattina con l'impiego anche di un elicottero. Uno dei cinque ha provato a sottrarsi alla cattura ed è stato fermato in casa di una famiglia rom di Frosinone. L'accusa sulla base delle intercettazioni e dei sequestri contesta duecento cessioni di cocaina, tra cruda e cotta. E altrettanti sono gli assuntori segnalati in prefettura ai quali sarà proposta la sospensione della patente.

«A Ferentino, nelle case popolari, era stata allestita una piazza di spaccio, mentre la fase di spaccio avveniva in alcuni bar -spiega il tenente colonnello Andrea Gavazzi -Per camuffare l'attività di spaccio spesso veniva usato un minore». Due particolari, quello del minore e dei bar, sui quali si è soffermata l'attenzione dei carabinieri tanto che è stata proposta la chiusura amministrativa dei locali. «L'inizio delle indagini, nella primavera del 2017, non è stato molto semplice -aggiunge il capitano Camillo Giovanni Meo- Venivano usati degli espedienti come occultare lo stupefacente nel sellino di un moto in disuso e nei contatori elettrici. Mentre, nelle intercettazioni, qualche acquirente ha commentato negativamente l'uso del minore».
A rendere l'indagine più complessa anche la presenza di vedette. «Erano molto attente quando passavano le macchine di pattuglia continua il capitano e dicevano "fionnare". Abbiamo accertato 200 cessioni di stupefacente, 60 delle quali con sequestri. È un duro colpo, ma non l'ultimo e continueremo in quanto questa attività era diretta anche a ragazzi molto giovani».

Gente che non solo da Ferentino, ma anche dai paesi vicini si rivolgeva al gruppo di via Madonna degli Angeli. «Abbiamo chiesto la sospensione dei quattro bar dove avveniva l'attività di spaccio e ci auguriamo che avvenga quanto prima». Lì, nei locali pubblici, si davano appuntamento con gli acquirenti, secondo quanto ricostruito dai carabinieri.
Il maresciallo Raffaele Alborino ricostruisce così l'indagine: «Abbiamo impiegato i sistemi tradizionali di osservazione come anche le indagini tecniche. Le occupazioni abusive, invece, le abbiamo segnalate a suo tempo all'Ater». Quanto agli accordi, i contatti erano costanti. «I contatti erano telefonici -chiarisce Alborino- Molto spesso si conoscevano benissimo tra loro».
Circostanza confermata anche dal tenente colonnello Gavazzi: «L'attività era frenetica. Durante un controllo un acquirente ha ingoiato lo stupefacente, un altro lo abbiamo denunciato per favoreggiamento perché ha cercato di eludere le attività di polizia giudiziaria e di favorire gli spacciatori».

I carabinieri hanno evidenziato il fatto che gli indagati vivevano praticamente dei proventi dell'attività di spaccio. L'attività sotto il palazzo nel quale erano stati occupati abusivamente due alloggi e nei bar avveniva in maniera piuttosto disinvolta e sfacciata. Tuttavia, nonostante le precauzioni prese, l'attività di indagine ha piano piano svelato un sistema abbastanza collaudato di spaccio. In un'occasione sono stati sequestrati sei grammi di cocaina custoditi nel bauletto dello scooter in disuso, usato come deposito. Nel corso delle operazioni sono state sequestrate 60 dosi di cocaina, che era venduta cruda o cotta, mentre si è giunti alla segnalazione di otto giovani assuntori. I cinque, difesi dagli avvocati Marco Maietta e Luigi Tozzi, saranno interrogati martedì (i detenuti nel carcere di Frosinone) dal gip Antonello Bracaglia Morante.