Chi non ha mai mollato la presa, in tutti questi anni, è stato proprio lui. Solo la forza di un padre ha potuto abbattere la diffidenza, i depistaggi, la richiesta di archiviazione (nel 2015) e persino combattere il "sistema". Senza mai, straordinariamente, perdere la fiducia nelle istituzioni. Anche ieri mattina a "Uno Mattina" Guglielmo ha elogiato l'Arma, gli uomini del colonnello Cagnazzo, i magistrati e l'impegno del dottor D'Emmanuele ribadendo, ora che il giallo di sua figlia è al punto di svolta, che bisogna sempre fare distinzione tra persone perbene e "mele marce".
Fuori e dentro le caserme, la scuola, le procure.

Un elogio, poi, ai militari della locale Stazione, che hanno posto in essere un'azione antidroga imponente, tanto che da 17 anni ha ricordato il maestro Guglielmo ai microfoni Rai nessun ragazzo di Arce è più morto per overdose. Che la morte della studentessa sia avvenuta all'interno della caserma è stato confermato dalla relazione corposa del Ris: quasi 500 pagine, di cui almeno 150 di estrema importanza, in cui è contenuta l'anima delle novità sul caso di Arce. Grazie alle innovative metodologie d'indagine è stato possibile isolare tracce di legno compatibili con la porta e quelle di vernice forse della caldaia sul balcone dell'alloggio militare, trattenute non sullo scotch con cui qualcuno ha chiuso il sacchetto in plastica attorno alla testa di Serena ma sul nastro che si trovava sotto la busta: un eccesso di "zelo" che potrebbe costare caro ai colpevoli. Potrebbe essere stato proprio il sacchetto, poi, ad aver protetto le prove regine dagli agenti esterni, elementi che 17 anni fa non sarebbero potuti comunque saltare fuori. Ormai è questione di giorni.