Aveva accoltellato un coetaneo al culmine di una lite per la pulizia delle pentole all'interno di una cooperativa ed era stato arrestato per tentato omicidio. Ieri il giudice delle udienze preliminari ha accolto la richiesta di giudizio abbreviato condizionato a una perizia medico-legale sulle ferite riportate dal ventenne vittima dell'aggressione.

Il giovane somalo, un rifugiato politico, rappresentato dagli avvocati Suarato e Franchitto, era stato ferito nello scorso mese di febbraio a seguito di un'accesa discussione con un ragazzo nigeriano: cuore della lite, come ricostruito dai carabinieri del capitano Mastromanno, proprio il mancato rispetto dei turni di pulizia nella cooperativa. In base agli accertamenti dell'Arma, il nigeriano (ancora in carcere) avrebbe afferrato un coltellaccio e colpito il ragazzo somalo a poca distanza dal cuore. Per fortuna, però, non a fondo altrimenti la storia avrebbe avuto ben altro epilogo. Il prossimo 22 novembre verrà conferito l'incarico alla dottoressa Lucidi per analizzare la ferita. Poi si torna in aula a gennaio.