Calunnia un maresciallo e finisce sotto processo. Nei giorni scorsi è stato condannato per aver dichiarato il falso nei confronti di un rappresentante dell'Arma: questa la sentenza del tribunale di Cassino che dopo otto anni dai fatti contestati ha ritenuto colpevole un sessantenne.

Secondo la ricostruzione dei fatti, l'uomo venne fermato e ascoltato a lungo dai carabinieri come assuntore nell'ambito di una vasta operazione antidroga. L'uomo, dopo la lunga notte in caserma, indicò il nome di alcuni pusher (poi assolti per prescrizione): proprio in seno al processo che ne discese, dichiarò il falso nei confronti dell'operante.
Disse, in sostanza, non solo di non aver mai fornito la versione dei fatti a lui addebitata (con nomi e cognomi dei pusher) ma anche che il maresciallo rappresentato dall'avvocato Maurizio Suarato avrebbe addirittura falsificato le sue firme in calce ai verbali di sit. Dichiarazioni queste alla base del processo che si è aperto per calunnia nel 2010 e che si è concluso nei giorni scorsi con una condanna, da parte del giudice Manuel, a un anno e quattro mesi. Complessa e molto lunga la fase dibattimentale con l'escussione di numerosi testimoni.