La lite era nata forse per gelosia o incomprensioni da poco, dopo una cena a casa dei familiari ad Alvito, in zona Val di Rio. Poi Mario, così come ricostruito dai carabinieri, aveva fatto fuoco rivolgendo la pistola contro sua moglie, una trentatreenne lituana, prima di essere arrestato per tentato omicidio. Nei giorni scorsi il pm titolare del fascicolo, il dottor Roberto Bulgarini Nomi, ha formulato nei suoi confronti una richiesta di rinvio a giudizio. E ora si attende che il giudice si pronunci. Ma vista la gravità delle accuse a suo carico, è facile pensare che venga aperto un processo.
Mario Eramo, 50 anni, originario di Avezzano assistito dall'avvocato Danilo Iafrate resta ai domiciliari con l'accusa di aver fatto fuoco contro sua moglie (era novembre del 2017) al culmine di un'accesa discussione: in base a quanto accertato dai militari della Compagnia di Sora, l'alterco scoppiò al termine della cena a cui presero parte alcuni familiari.

La coppia, uscita fuori dall'abitazione per fumare una sigaretta, iniziò a discutere sempre più animatamente. Forse, alla base della lite, questioni sentimentali e soprattutto di gelosia. Presunti tradimenti o ipotizzati interessi che avrebbero innescato una violenta aggressione verbale. Poi fisica. In pochi minuti l'inatteso epilogo: il cinquantenne tirò fuori una pistola dalla matricola abrasa e fece fuoco contro la donna, colpendola al ventre. Quindi la corsa disperata al Santissimo Trinità di Sora per cercare di salvare la trentatreenne in gravi condizioni. Mario venne subito arrestato.

Ascoltati i familiari presenti, si cercò di mettere insieme i pezzi di quella che era apparsa una normale cena in famiglia. Interrogato poi dal dottor Bulgarini, alla presenza del suo legale (l'avvocato Iafrate), il cinquantenne dichiarò che si era trattato di una vera e propria «disgrazia». Ma non spiegò come mai era entrato in possesso di quell'arma illegale (vista la matricola abrasa) e da dove la stessa provenisse.
Oltre al tentato omicidio, il cinquantenne è infatti chiamato a rispondere anche di porto abusivo di arma clandestina e di ricettazione