Acque rosse in località Pantanelle, la minoranza va all'attacco e incalza l'amministrazione di Sant'Elia Fiumerapido. «Dal novembre del 2016, con due ordinanze, è stato fatto espresso divieto di coltivare, utilizzare come pascolo oltre che prelevare acque nei terreni oggetto d'indagine (due in località Pantanelle) dove è stato segnalato liquido rosso non meglio identificato.

Poi la richiesta all'Arpa di effettuare mirate analisi - ha spiegato il capogruppo di "Sant'Elia Futura", l'avvocato Michele Lanni - Ad oggi nulla è cambiato e i proprietari dei terreni ancora non sanno se potranno o meno riprendere la coltivazione. E non solo loro. Occorre, adesso, dare delle risposte certe ai cittadini di Sant'Elia nonché agli agricoltori che producono ortaggi che poi sono venduti nei mercati del territorio. Oltre, chiaramente, informare tutti sulle reali condizioni ambientali della zona località Pantanelle».

È questo, in sintesi, il contenuto dell'interrogazione depositata lunedì pomeriggio da Lanni, che ha letteralmente incalzato il sindaco e l'amministrazione. Il capogruppo di "Sant'Elia Futura" ha anche fatto riferimento alla presenza, sempre in località Pantanelle, di una discarica utilizzata fino ai primi anni '90, e che lo scorso anno è stata recintata. Per questo, vista l'importanza della questione, sono state chieste risposte chiare che possano eliminare ogni ombra sulla zona delle acque rosse o confermare i sospetti degli ambientalisti.

L'amministrazione ha risposto con prontezza: «Stiamo attendendo la relazione di un geologo entro la fine di questa settimana. Poi lunedì abbiamo in agenda un tavolo tecnico con i vari responsabili del settore ambiente e il comandante - ha spiegato l'assessore al ramo e vicesindaco, Caringi - Ci siamo affidati a un geologo che ha seguito tutti i rilievi dell'Arpa e che meglio di chiunque altro potrà offrire una relazione sulla questione».