Dopo Giulio Cesare ora si punta alla conquista del teatro romano. E il Comune chiede aiuto allo Stato e all'Europa.
Nella colonia romana di Aquinum c'è ancora tanto da scavare, c'è da scoprire quali meraviglie sono sepolte sotto la terra e sotto le rovine ancora emergenti dell'area del Teatro e del Tempio di Diana, dove sono state rinvenute le tre teste di marmo tra cui quella del conquistatore della Gallia, Giulio Cesare.

Il nuovo settore nel cuore della città è stato al centro della decima campagna di scavi condotta dal Comune di Castrocielo e dirette dal professor Giuseppe Ceraudo del Dipartimento di Beni Culturali dell'Università del Salento, su concessione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti.
Gli scavi riprenderanno il prossimo anno ma il Comune chiede il sostegno dello Stato e dell'Europa per continuare in questa opera di scoperta.

«Il Comune adesso comincia ad essere preoccupato - ha affermato il Filippo Materiale - La grandezza delle scoperte sono tali che il Comune teme di non farcela più da solo a proteggere, propagandarle, restaurarle e a metterle in sicurezza. C'è bisogno dell'assistenza dello Stato e dell'Europa. L'obiettivo primario è continuare a scavare ma soprattutto mettere in sicurezza. Vogliamo che i beni archeologici continuino a essere rinvenuti e conservati».

La nuova area interessata dagli scavi è conseguenza diretta di un'intensa attività di ricognizione aerea con l'ausilio dei droni.
Ora gli sforzi si concentreranno in quell'area. «Ci rendiamo conto che per l'intervento sul teatro c'è bisogno di tante risorse - ha sottolineato Materiale - C'è bisogno di una messa in sicurezza immediata, perché altrimenti non si può scavare alle fondamenta e questo significa che non possiamo conoscere e sapere quello che è custodito da secoli sotto le macerie. Vuol dire non avere la possibilità di rinvenire importanti resti come la testa marmorea di Cesare trovata proprio quest'anno».