Contatta il 118 per segnalare che il suo vicino di casa è stato colto da un malore. Poi racconta ai carabinieri che non si è accorto del corpo dell'uomo mentre stava facendo retromarcia con l'auto e che, quindi, lo ha investito. Ma da subito quelle dichiarazioni sono apparse poco chiare agli investigatori. L'emorragia interna che potrebbe aver provocato la morte di Petar Angelov, cittadino bulgaro di 49 anni residente ad Atina, sarebbe dovuta a un urto contro un corpo metallico. Forse durante dei lavori in uno scavo abusivo. Denunciato per omicidio colposo M. S., 70 anni, di Atina.

La ricostruzione
Sarà l'autopsia a chiarire cosa sia accaduto ieri mattina, intorno alle 10. Il pensionato, secondo gli inquirenti, ha tentato di insabbiare la morte del vicino, a seguito di un incidente sul lavoro. Dopo la chiamata al 118 del settantenne, il personale medico è subito intervenuto per prestare soccorso al quarantanovenne. Ma per l'uomo non c'è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del comando provinciale del nucleo operativo della Compagnia di Cassino, il medico legale e il pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Cassino.

Secondo i primi accertamenti sembrerebbe che lo straniero, per cause da accertare, durante dei lavori in nero uno scavo abusivo ha battuto contro un corpo metallico che gli ha provocato un'emorragia interna. Fatti in contrasto con la dichiarazione dell'indagato che, invece, ha sostenuto che il suo vicino si era sentito male ed era caduto a terra e facendo retromarcia gli era passato sopra. Il tutto per mascherare il probabile incidente sul lavoro. Saranno le indagini e l'esame autoptico a fare chiarezza sull'accaduto.