«Ho sentito dei rumori strani. Ero in sacrestia alle 17.30 e mi sono subito affacciato». Inizia così il racconto di don Benedetto Minchella, parroco della chiesa di Sant'Antonio che, venerdì pomeriggio, ha sventato il furto della preziosissima reliquia che dall'anno 2000 è stata donata alla parrocchia da Padova. «Sarebbe stata una ferita profonda per la nostra comunità» che tanto ama il protettore dei poveri, degli oppressi, delle donne incinte, dei viaggiatori. Luogo di culto e di devozione sconfinata, la chiesa in piazza Diamare è un punto di riferimento urbano ed extraurbano, tante volte anche al centro delle attenzioni dei malintenzionati. Venerdì pomeriggio è stato un ragazzo a prendere di mira l'amata chiesa. Armeggiava vicino alla reliquia con l'intento di prelevarla ma sono stati i rumori, forse maldestri, forse legati al fatto che non ne immaginasse il peso, ad aver allertato il parroco che subito si è diretto dalla sagrestia in chiesa, cogliendolo sul fatto. La chiamata ai carabinieri è stata immediata, come pure l'arrivo, ma il giovane era già riuscito a dileguarsi per le vie del centro. 

I precedenti
Spesso al centro di attenzioni indesiderate, la chiesa di Sant'Antonio ha subito vari colpi, riusciti o tentati. Poco tempo fa, una ladra seriale del casertano, aveva provato a estrarre i soldi delle offerte con una pinzetta. Un'abilità unica ma anche la solerzia nel fermarla è stata proverbiale. Due anni fa un uomo del Cassinate asportò (per la verità anche in altre chiese) oggetti sacri tra cui candelieri e cuore d'argento dell'Addolorata ma grazie alla polizia di Stato venne recuperato tutto.
Quattro anni fa, di notte, riuscirono a introdursi in chiesa e a ripulire tutte le offerte mentre qualche tempo prima tentarono di rubare i quadri della Via Crucis ma fortunatamente il furto non andò a buon fine.