Sulla mancata costituzione del Comune di Alatri quale parte civile nel processo penale per l'omicidio di Emanuele Morganti, l'amministrazione comunale intende precisare che si è trattato di una scelta motivata, consigliata e condivisa dagli avvocati appositamente incaricati.

«A tutti - evidenziano dall'ente - diciamo che l'interesse preminente della nostra amministrazione non è fare del facile populismo. Noi non spostiamo l'interesse generale su problemi marginali, il nostro interesse in questa vicenda è quello che prevalga la verità dei fatti e che i colpevoli vengano giudicati e condannati severamente come meritano e come si aspetta la parte più colpita che è la famiglia.

Come abbiamo detto e scritto, nonché deliberato formalmente, vogliamo che siano perseguiti anzitutto coloro che risulteranno colpevoli dell'efferato delitto, ma anche tutti quelli che a vario titolo e con varie sfumature hanno causato un danno di immagine alla città e ai suoi abitanti. Questa è la linea che abbiamo seguito fin da subito e questa linea continueremo a seguire. Quindi - specificano - Non c'è stata alcuna dimenticanza o negligenza. Spieghiamo meglio: questo processo penale è di per sé molto complesso per la presenza di centinaia di testimoni, per le diverse posizioni processuali dei molteplici imputati e per la quantità enorme di riscontri probatori, pertanto, mentre l'accettazione della costituzione di parte civile da parte di persone direttamente coinvolte dal reato penale, come la famiglia, è scontata; può non essere così per una pubblica amministrazione, la quale, come il comune di Alatri, non reclama una condanna per danni diretti derivanti dal fatto criminoso, ma solo il giusto risarcimento per i danni indiretti che tale fatto criminoso ha prodotto alla città.

A detta dei nostri legali, la volontà, l'intento dell'amministrazione comunale di Alatri è quello di vedere riconosciuto il principio legale secondo il quale un fatto criminoso può arrecare danno all'immagine di un'intera città e, quindi, procedere separatamente con una specifica azione civilistica, risulta essere la via più efficace anche a dimostrare l'inequivocabile volontà dell'amministrazione comunale».