«L'ho riconosciuto dalla foto. Non so come si chiama e non mi interessa saperlo». Gabriella Rossi è una delle vittime delle rapine in casa della banda di romeni. Lei fu vittima, insieme al marito Ettore, dell'assalto in via Monteverdi nella notte tra il 7 e l'8 luglio 2013. Un ricordo che è riaffiorato quando i telegiornali hanno mostrato le immagini degli arrestati della sanguinosa rapina nella villa del chirurgo di Lanciano. Tra quelle foto c'è anche uno degli autori degli assalti di Frosinone.

È Alexandru Bogdan Colteanu, 23 anni, all'epoca delle rapine in via Vetiche, in casa del padre dell'ex sindaco Michele Marini, e in via Monteveredi era minorenne. Minorenne come il fratello anch'egli coinvolto in quelle azioni per le quali vennero arrestati dalla squadra mobile di Frosinone. Per quei fatti, peraltro, c'è stata la condanna del tribunale dei minorenni.
«Tutti e due fummo picchiati -racconta a fatica Gabriella- Non mi è ancora passato». Picchiati con un bastone, con tanto di braccio rotto all'uomo, furono salvati dalla loro reazione e dall'intervento dei vicini.

Il padre dell'ex sindaco rischiò di morire, lasciato per venti ore legato a una sedia. «A Frosinone Colteanu è cresciuto», ricorda Carlo Bianchi, capo della mobile. «A Frosinone vive ancora la madre, ma lui è un randagio -commenta il vice questore- va in giro per l'Italia». Furti e, in qualche caso rapine, sospettano gli investigatori. Per loro era una persona da monitorare quando tornava a Frosinone. Dove poteva contare ancora di appoggi. «Le rapine di Frosinone come quella di Lanciano sono identiche per cattiveria», commenta il capo della Mobile. A volte facevano piccoli lavori di giardinaggio. «Una copertura logistica per individuare gli obiettivi», ricorda Bianchi.

Colteanu dopo che a Lanciano gli è stata fatta terra bruciata e dopo gli arresti degli altri tre complici, si è rifugiato a Casal di Principe. Lì ha tentato di rivendere un orologio, forse il bottino del colpo in casa del chirurgo. Segnalato alla polizia da un informatore, è stato arrestato dallo Sco e dalla squadra mobile vicino allo stadio dell'Albanova. Oggi saranno interrogati gli altri tre Costantin Aurel Turlica, 22 anni, il fratello Ion Cosmin, 20, e Aurel Ruset, 25