La relazione del Ris blinda, più di quanto abbia già fatto l'iscrizione nel registro degli indagati di tre militari, la morte di Serena all'interno della caserma di Arce.
È questa la sostanziale novità emersa dopo il deposito in procura del report dei militari del Reparto Investigazioni Scientifiche (Ris): le microtracce di legno e di vernice riscontrate sul nastro adesivo con cui la studentessa di Arce venne immobilizzata nel 2001 sarebbero compatibili con i luoghi della caserma. E in particolare con la porta in legno contro cui secondo gli inquirenti Serena fu scaraventata ma anche con una caldaia, sempre di pertinenza dell'alloggio di servizio "incriminato".

I militari del Ris avevano il compito di sciogliere il "nodo" in 80 giorni dopo gli ultimi rilievi: stabilire, dunque, se quel frammento di legno individuato sullo scotch che legava la testa della studentessa potesse essere compatibile con la porta dell'alloggio contro cui, stando sempre alle tesi degli inquirenti, la studentessa sarebbe stata violentemente sbattuta. I primi elementi emersi sembrerebbero rafforzare questa compatibilità. Una probabilità che ha riguardato, però, anche un altro elemento dell'alloggio: la caldaia. Quei microframmenti di vernice simili a smalto per unghie, tanto da far ipotizzare la presenza di una donna sarebbero compatibili con la caldaia che si trovava sul balcone dell'appartamento.

Questo aprirebbe a un ventaglio di ipotesi: Serena è stata tramortita nell'alloggio (magari dopo una lite) e poi trasportata sul balcone, forse perché dopo il colpo alla testa qualcuno ha pensato di farle prendere un po'd'aria? E una volta lì, cosa sarebbe accaduto? Oppure il corpo della studentessa già privo di vita sarebbe stato nascosto proprio su quel balcone prima di essere trasferito nel bosco dell'Anitrella sovvertendo quanto dedotto finora, compreso l'utilizzo del vicino carcere come luogo di occultamento del cadavere? Ipotesi tutte al vaglio della dottoressa Beatrice Siravo, che può contare su una task force di militari d'eccellenza, coordinati dal colonnello Cagnazzo. La scadenza dei termini dell'indagine è fissata al 13 ottobre ma non si esclude che si possa "chiudere" prima la partita.
Anche gli indagati restano in attesa: l'impulso investigativo ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di altri due sottufficiali (Suprano e Quatrale) per ipotesi differenti, insieme all'ex comandante di Stazione, Mottola, a sua moglie e a suo figlio. Gli avvocati Emiliano e Francesco Germani, Rotondi e Candido e i rispettivi consulenti sono pronti.