«I soci del Centro studi Tolerus? Mai visti in un canile prima del sopralluogo che hanno fatto una settimana fa con il sindaco e la polizia municipale».
Lo mettono in chiaro Acl onlus, Enpa provinciale, "Le Code degli angeli" e "Le Orme", le quattro associazione animaliste più attive sul territorio, dopo aver appreso che "Pasquale Pesce & company" attiveranno uno "Sportello per i diritti degli animali" e una campagna d'adozione dei cani ricoverati nelle strutture convenzionate col Comune: "Palatta" (via Gaeta) e "Percorso sicuro" (Sgurgola).
Tale servizio, uno di quelli previsti dall'oneroso accordo di collaborazione tra "Tolerus" e l'ufficio per le emergenze ambientali, è in rampa di lancio dopo l'ispezione "caligioriana" dei due centri. Ora, però, viene messo sotto torchio dal sinergico quartetto zoofilo. Motiva il dissenso Monica Virello, coordinatrice dell'Associazione canili Lazio (Acl), anche per conto di Roberta Villamajna, commissaria dell'Enpa Fr, nonché di Francesca Miranda e Isabella Vellucci, rispettive presidenti de "Le Cda" e "Le orme".

Dall 'Acl onlus
«Una premessa è d'obbligo -comunica la coordinatrice Virello- Da oltre un anno l'Acl ha proposto gratuitamente al comune di sottoscrivere un protocollo d'intesa per regolamentare l'affidamento dei cani randagi». «La delibera regionale 621/2016 -prosegue- infatti, prevede che comuni e associazioni di tutela animale stringano una convenzione a norma di legge. Le regole, non incluse in quella siglata con "Tolerus", sono presenti nella nostra, fondata sull'esperienza acquisita sul campo. D'altronde, non tutti possono gestire le adozioni dei cani, che hanno l'intelligenza di un bambino di due anni e non sono pacchi da spedire.
Più che una campagna d'adozione, realtà consolidata, il comune dovrebbe incentivare la sterilizzazione dei cani dei privati, perché ci si lamenta dei costi del randagismo ma non si affronta la sua causa maggiore. Avevamo già incontrato il sindaco Caligiore e sembrava propenso a regolarizzare la situazione, anche perché gli stiamo facendo adottare i cani dal 2005. Dopo un nulla di fatto, oltretutto, un'associazione senza competenza viene incaricata di svolgere a pagamento un lavoro che da tempo viene fatto gratuitamente dall'Acl e dalle associazioni con cui collaboriamo.
Contatteremo allora i membri di "Tolerus", che prima d'ora non avevano mai messo piede in un canile, affinché capiscano che non ci si improvvisa tutori degli animali. Si sono sempre occupati specificamente di ambiente e, per statuto, potrebbe farlo anche l'Acl, ma non lo fa proprio perché non basta la buona volontà.
Per affrontare i problemi comportamentali dei cani servono gli educatori cinofili, di cui disponiamo, e per l'inserimento in famiglia va prestata particolare attenzione alla sicurezza di tutti, visti l'altissimo rischio di fuga e le potenziali conseguenze. Non sanno davvero in quale ginepraio andranno a cacciarsi. Pertanto, rioffriremo la nostra professionalità -conclude- perché l'inesperienza causa solo disastri».