Se i computer e i telefoni sequestrati ai tre giovani di Ceprano, due studenti universitari, entrambi di 22 anni, e uno laureato, di 23, conservano video di aggressione ai migranti, saranno le indagini a chiarirlo. Il materiale, insieme a una mazza da baseball, a un bastone fasciato con nastro isolante, a due coltelli, e opuscoli di propaganda del "blocco studentesco", questi ultimi ritrovati a casa di uno solo dei tre indagati, sono al vaglio della polizia che sta portando avanti le indagini non tralasciando alcuna pista. Al lavoro anche per accertare l'eventuale coinvolgimento di altre persone e per chiarire l'esatta dinamica dei fatti denunciati.

Sono una decina gli episodi di percosse verso i profughi, contestati ai due ventiduenni e al ventitreenne. Danni anche verso le strutture che li ospitano. Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, stalking, percosse, minacce e lesioni: sono queste le accuse a cui devono rispondere i tre giovani. Da chiarire anche perché siano stati spinti da tanto odio. Forse per noia, per divertimento. Ma non si sarebbe trattato di un fatto isolato, almeno una decina quelli che vengono contestati ai ragazzi.

Le indagini
L'indagine, condotta dalla Digos e dalla Squadra Mobile, ha preso avvio nei mesi scorsi a seguito di alcune segnalazioni fatte dai responsabili delle cooperative sociali che gestiscono l'accoglienza di cittadini extracomunitari. Gli operatori, infatti, venuti a conoscenza da alcuni stranieri di episodi di violenza di cui sarebbero stati vittima, hanno contattato gli agenti della polizia. Sono iniziate, così, le indagini. Accertamenti minuziosi che hanno portato a scoprire, sempre stando alle accuse, almeno una decina di azioni contro persone di colore. L'inchiesta è stata coordinata dal sostituto procuratore di Frosinone, Adolfo Coletta.

Martedì mattina le perquisizioni nelle abitazioni dei tre indagati. I controlli hanno permesso di acquisire e sequestrare materiale che al momento è al vaglio della polizia scientifica. Si tratta di personal computer, una mazza da baseball, un bastone fasciato con nastro isolante, due coltelli e opuscoli di propaganda del "blocco studentesco".
Perquisizioni effettuate anche con i metal detector nelle vicinanze delle abitazioni alla ricerca di materiale esplodente. Le attività, in questo caso, hanno dato esito negativo. Ma le indagini proseguono senza sosta. E gli investigatori stanno controllando se i pc e i cellulari sequestrati ai tre cepranesi contengano filmati di violenze contro gli immigrati. Non si esclude, infatti, che possano essere stati anche ripresi gli atti di violenza.

Le accuse
I profughi hanno riferito ai responsabili dei centri che li ospitano di essere stati aggrediti per strada da giovani a bordo di auto. Colpiti anche con mazze da baseball. Contro di loro anche insulti a sfondo razziale. Qualcuno aveva dovuto fare ricorso anche alle cure dei sanitari. Un incubo per loro anche solo uscire dai luoghi che li ospitavano. Temevano di essere raggiunti all'improvviso e colpiti senza pietà e senza un perché. Paure che avevano anche restando nei centri di accoglienza, perché anche le strutture venivano prese di mira. Tra le azioni contestate ai tre anche i lanci di sassi e danneggiamenti alle strutture ospitanti.

Saranno le indagini a fare luce sull'accaduto. Da accertare anche se, oltre ai tre amici, siano coinvolte altre persone. Intanto, per i due ventiduenni e per il ventitreenne è partita la denuncia a piede libero per lesioni e danneggiamento, con l'aggravante della discriminazione razziale, ai danni di strutture di accoglienza e di cittadini stranieri.

I ragazzi sono difesi dagli avvocati Giuseppe Spaziani e Pierluca D'Orazio. I difensori sono in attesa delle ulteriori mosse da parte degli inquirenti. Con il sequestro dei computer e dei telefoni cellulari ai tre giovani potrebbero esserci sviluppi. I supporti ora saranno studiati dagli esperti della polizia. Gli investigatori non escludono che possano esserci state delle divulgazioni on-line.