È l'alba del 12 giugno 2017. Ettore Urbano perde le amministrative per 32 voti. Durante la notte, nelle sezioni si "ascoltano" attentamente le singole preferenze per annotare quei numeri e uscire dal lungo testa a testa con un vincitore e uno sconfitto. Gli sfidanti soffrono fino all'ultimo. Fino a quando, ormai quasi giorno, non si sente l'esplosione della festa della coalizione di Gioacchino Ferdinandi. Giubilo e amarezza convivono sul medesimo suolo comunale e vanno a incontrare chi non ha proprio dormito e chi si sta svegliando.

Tanti i commenti, poi la proclamazione, l'insediamento e ancora commenti. Ma è in questi meandri che, per gli inquirenti, si insinua l'illecito.
Una sorta di primo "accordo", tra due persone, per alterare le schede elettorali, presentare ricorso e ottenere tramite la giustizia amministrativa un ribaltamento della decisione delle urne. «Ideatore e istigatore del disegno criminoso» è il dottor Ettore Urbano. Lo scrivono gli inquirenti e ieri mattina la squadra informativa del Commissariato guidato dal dottor Mascia e la squadra di Polizia Giudiziaria del sostituto procuratore Roberto Bulgarini Nomi esegue la misura cautelare personale degli arresti domiciliari – emessa dal gip Gabriele Montefusco – proprio nei confronti di Urbano, 63 anni,  candidato sindaco alle elezioni dell'11 giugno 2017.
Dottore, responsabile del Pronto soccorso dal 2004 con la politica nel dna: dal 1990 al 2015 ha ricoperto cariche elettive in Comune, Provincia e pure nella VIII legislatura regionale. È stato anche presidente dell'Ater e desiderava mettersi in gioco per la sua città. Sogno infranto per 32 voti.

Le mosse successive al voto
Seguendo i passi mossi dagli inquirenti, proprio dopo la presa di coscienza della sconfitta, Urbano si sarebbe incontrato con il responsabile del servizio elettorale – il primo a essere indagato nell'ambito dell'inchiesta – Luigi Spiridigliozzi e avrebbe manifestato interesse all'alterazione. I plichi sono lì, ancora in Comune, sarebbero andati in prefettura con ritardo (due giorni dopo), portati dal dipendente stesso, dunque, sarebbe stato possibile apporre quei simboli.
«Esecutore materiale» – così lo definiscono gli investigatori – sarebbe proprio Spiridigliozzi: suo l'inserimento di triangoli, quadrati e cerchi nel simbolo della lista Piedimonte Ora di Ferdinandi.
Per aprire la busta – le indagini hanno dimostrato quanto l'operazione sia possibile – potrebbe essere stato usato il tappo di una penna bic per rimuovere la parte adesiva che sigilla il plico, mentre l'apposizione delle "geometrie" potrebbe essere stata fatta con matite indelebili utilizzate per le varie votazioni. A operazione finita, ricostruiscono gli investigatori, è necessario presentare ricorso.
Così compaiono sulla scena i due rappresentanti di lista della sezione numero 5 (entrambi indagati) che dichiarano – a posteriori – di aver «constatato che erano stati assegnati almeno 80 voti alla lista n. 2 del candidato sindaco Gioacchino Ferdinandi nelle quali erano presenti all'interno del simbolo, vicino alla parola "Ora" disegni geometrici di vario genere». Tutto ciò, nonostante le operazioni elettorali si siano svolte regolarmente e dal verbale della sezione n.5 si evinca «che nessuno aveva fatto osservazioni o segnalato l'esistenza di segni di riconoscimento sulle schede scrutinate».
Sulla scorta delle loro dichiarazioni – "fasulle" per la procura – Urbano può presentare ricorso al Tar, dichiarato inammissibile. Il Consiglio di Stato, invece, predispone la verificazione delle schede della sezione 5 da cui emerge che su 59 votate in favore della lista n. 2 vi sono figure geometriche. I segni appaiono differenti da quelli con cui era stato espresso il voto mentre sono simili tra di loro. Circa 12 ore dopo, l'esposto in procura di Ferdinandi e l'apertura dell'indagine.

La misura e le motivazioni
Ieri l'epilogo. La brillante attività investigativa consente di acquisire «univoci elementi probatori»– scrivono gli inquirenti – in ordine alla condotta di Urbano, e di altri soggetti indagati, il quale, al fine di predisporsi una valida motivazione per presentare ricorso elettorale al Tar alterava le schede elettorali», dopo le operazioni di voto.
Sono stati acquisiti, inoltre, «elementi probatori a carico di altri soggetti indagati, i quali, a vario titolo, hanno contribuito alla realizzazione dell'illecito». Sei indagati (non se ne escludono altri) in totale.
Al dottore, la contestazione di violazione della legge elettorale (art. 90  Dpr 570 del 60)e di falso in atto pubblico. La misura cautelare viene emessa per i «gravi indizi di colpevolezza» nonché per il pericolo di reiterazione di reati della medesima specie rivestendo cariche pubbliche. Per il giudice, sia in qualità di consigliere di minoranza che di responsabile del pronto soccorso, potrebbe reiterare condotte similari a quelle contestate.
A difendere Urbano, che in sede di interrogatorio (mercoledì) saprà spiegare le sue ragioni, l'avvocato Gianrico Ranaldi. Ma le indagini sui brogli elettorali non sono terminate. Continuano.

Bocche cucite a Piedimonte San Germano, a Cassino e in tutto l'hinterland cassinate sulla vicenda che questa mattina ha portato all'arresto del dottor Ettore Urbano, primario del pronto soccorso dell'ospedale "Santa Scolastica", attuale capogruppo di minoranza al Comune di Piedimonte San Germano (dove nel giugno del 2017 si candidò alla carica di sindaco con una lista civica, tornata alla quale fanno riferimento i fatti che hanno portato alle manette per il noto professionista) e politico di sinistra conosciuto in tutta la provincia ed oltre. 

Nessuno vuole parlare, nessuno vuole aprire bocca sul delicato caso. Contrariamente rispetto al passato, anche il sindaco di Piedimonte Gioacchino Ferdinandi ha scelto la linea del silenzio. Nessun commento da parte sua sulla vicenda che ha portato all'arresto del suo sfidante, il dottor Ettore Urbano. "Non conosco i contenuti dei provvedimenti, quindi non mi sembra il caso di fare alcun commento". Questa l'unica frase pronunciata.

di: K.V.

In merito all'arresto del dottor Ettore Urbano (noto politico di sinistra e attuale primario del pronto soccorso dell'ospedale di Cassino) avvenuto poche ore fa, il Commissariato di Polizia di Cassino ha diramato poco fa un comunicato ufficiale, che di seguito riportiamo nella sua interezza. 

La ricostruzione dell'arresto
"Nella mattinata odierna personale della Squadra Informativa del Commissariato di Pubblica sicurezza di Cassino e della Squadra di Polizia Giudiziaria del Sostituto Procuratore della Repubblica dottor Roberto Bulgarini Nomi ha eseguito la misura cautelare personale degli arresti domiciliari emessa dal GIP Gabriele Montefusco nei confronti di Ettore Urbano, 63 anni, candidato sindaco al comune di Piedimonte San Germano nella tornata elettorale dell'11 giugno 2017.

Al termine delle operazioni elettorali era risultata vincente per soli 32 voti la lista "Piedimonte Ora" collegata al candidato Sindaco Gioacchino Ferdinandi nei confronti della lista "Azione Comune" collegata al candidato sindaco Ettore Urbano.
L'attività investigativa condotta, coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica Roberto Bulgarini Nomi, ha consentito di acquisire univoci elementi probatori in ordine alla condotta dell'Urbano e di altri soggetti indagati, i quali, al fine di predisporsi una valida motivazione per presentare ricorso elettorale presso il Tribunale Amministrativo Regionale (ricorso successivamente presentato dal candidato sindaco Ettore Urbano) alteravano 59 schede elettorali riportanti il voto a favore della lista "Piedimonte Ora", apponendo su ciascuna di esse un disegno geometrico all'interno del simbolo di tale lista.

L'alterazione delle schede è avvenuta allorquando queste, dopo le operazioni di voto, erano custodite negli uffici del comune di Piedimonte San Germano in attesa di essere successivamente consegnate alla Prefettura di Frosinone. Sono stati acquisiti, inoltre, elementi probatori a carico di altri soggetti indagati, i quali, a vario titolo, hanno contribuito alla realizzazione dell'illecito intento.

Le risultanze di indagine hanno accertato il ruolo di ideatore ed istigatore del disegno criminoso attuato dell'indagato Ettore Urbano..
La misura cautelare personale è stata emessa per i gravi indizi di colpevolezza nonché per il pericolo di reiterazione di reati della medesima specie rivestendo l'Urbano Ettore attualmente cariche pubbliche".

di: La Redazione

Inchiesta lampo, quella elettorale, scaturita dalla comparsa su 59 schede elettorali di segni geometrici (triangoli, quadrati e cerchi) nel simbolo della lista PiedimonteOra a sostegno di Gioacchino Ferdinandi. I fatti si riferiscono alle elezioni amministrative del 2017. A presentare ricorso al Tar era stata proprio la compagine dello sfidante Ettore Urbano che aveva perso per poche decine di voti.

Poi le evoluzioni e l'esposto in procura di Ferdinandi con un elenco di anomalie e l'apertura del fascicolo affidato ad dottor Bulgarini mentre le indagini sono state svolte dalla squadra informativa del commissariato ora guidato dal dirigente Mascia. Tante le perizie e gli accertamenti con sei indagati totali (compreso Urbano).

Il primo fu il responsabile comunale dell'ufficio elettorale, poi due rappresentanti di lista. Tutti e tre coinvolti per violazione della legge elettorale. Poi venne ascoltata una donna, moglie di un rappresentante di lista e indagata per false dichiarazioni a Pm. Stessa ipotesi di reato per un consigliere comunale. Stamattina la svolta con l'arresto, da parte della polizia, del primario del Pronto Soccorso dell'ospedale di Cassino, ex presidente Ater ed esponente politico di sinistra, Ettore Urbano, attuale capogruppo di minoranza nel consiglio comunale di Piedimonte San Germano. Il dottore si trova ai domiciliari. Su di lui la grave accusa di aver violato la legge elettorale e, in particolare, di aver alterato schede elettorali, secondo ruoli e circostante che saranno chiariti dagli inquirenti e sui quali l'arrestato saprà fornire la sua versione quando sarà ascoltato. 

di: Katia Valente

Clamorosa svolta nel caso delle elezioni comunali di Piedimonte San Germano. Nell'ambito dell' inchiesta coordinata dal sostituto Bulgarini e affidata al commissariato è stato arrestato il dottor Ettore Urbano. Una misura (si tratta di domiciliari) scattata dopo accurate indagini sull'alterazione - con segni geometrici - di una sessantina di schede elettorali. La notizia, nel piccolo centro pedemontano, circola già da qualche ora.

SEGUONO AGGIORNAMENTI 

di: K.V.